Gabrielli: «La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale più attiva nel mondo del calcio»

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Un protocollo d'intesa tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed il ministero del Lavoro e delle politiche sociali garantirà lo scambio di informazioni sui minori stranieri non accompagnati. L'accordo, sottoscritto oggi a Roma, dal Capo della Polizia Franco Gabrielli e dal Segretario Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Paolo Onelli, prevede lo scambio delle informazioni contenute nella banca dati del Sistema Informativo Minori (SIM) relativo a minori inseriti nello Schengen Information System II o comunque rintracciati in area Shengen o in altri paesi. L'obiettivo è quello di identificare in tempo reale i minori stranieri non accompagnati e garantire loro una adeguata protezione nel quadro delle procedure degli accordi internazionali. Per i profili operativi l'accordo si tradurrà in una stretta sinergia tra il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, e la Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, per la condivisione delle informazioni relative ai minori. L'attuazione del protocollo offrirà ulteriori tutele ai minori, con riferimento anche al traffico di esseri umani ed allo sfruttamento nel mondo del lavoro. ANSA/POLIZA EDITORIAL USE ONLY
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L’organizzazione criminale «più attiva» nel mondo del calcio «è la ndrangheta». Lo ha detto il capo della polizia, Franco Gabrielli, in audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia. Gabrielli ha parlato dell’esistenza «fin dagli anni 80 della mafia calabrese interessata a società di calcio, in particolare nel reggino, con tentativi di infiltrazione nel Crotone calcio» che sono stati registrati nel passato. «Gli attuali vertici sono stati oggetto di inchieste che si sono concluse con sentenze di assoluzione», ha chiarito il numero uno della polizia. «Le ‘ndrine rivolgono l’attenzione soprattutto verso il calcio minore» ma il perdurante interesse della ndrangheta verso squadre locali «è testimoniata anche di recente», ha aggiunto Gabrielli. Da parte di Cosa Nostra c’è una «attenzione meno strutturata» al calcio ma ci sono stati casi di affiliati interessati ad infiltrarsi. Il capo della polizia ha ricordato che nel 2014 ci fu l’indagine su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel capoluogo lombardo, indagine che ha impedito alla malavita di inserirsi nel servizi catering nel Milan. «La camorra persegue diversificati interessi verso il calcio, anche con tentativi di acquisire il controllo di società». In particolare «i Casalesi furono interessati a mettere le mani sulla SS Lazio ma il tentativo fu sventato nel 2008. Anche la camorra ha concentrato l’attenzione sul calcio locale campano», ha concluso Gabrielli.
«Da oltre 15 anni c’è la consapevolezza che l’industria del football nazionale è esposta a ingerenze delinquenza comune e organizzata. Sono documentati casi di contiguità e intrecci con ambienti malavitosi in cui sono coinvolte società sportive, calciatori e indotto del calcio». Lo ha detto il capo della polizia, Franco Gabrielli, davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. «Il crimine intravede nella gol economy l’occasione per ampliare traffici illeciti e insinuarsi in modo pervasivo sul tessuto sociale», ha proseguito Gabrielli. «Nei 75 incontri calcio caratterizzati da scontri, queste criticità rappresentano uno dei fronti più impegnativi per l’ordine pubblico: al 31 marzo sono stati impiegati in occasione delle partite contingenti di polizia per oltre 165mila persone».
Il Mattino
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