Marano, l’ennesima inchiesta sul Comune di Marano. L’ex sindaco: “Ma cosa c’entro io con i Cesaro? Lo scontro con i loro referenti indebolì la mia giunta”

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Amministratori, dirigenti comunali, vigili urbani e persino un medico del distretto sanitario locale. Nelle pagine dell’inchiesta sui favori chiesti e ottenuti in cambio dell’elezione di Armando Cesaro, figlio del parlamentare Lugi, spicca il nome dell’ex sindaco Angelo Liccardo, la cui giunta è stata sciolta un anno fa per infiltrazioni camorristiche. L’ex sindaco, proprio nella primavera del 2015, nei mesi antecedenti alle elezioni, entrò in rotta di collisione con i referenti territoriali della famiglia Cesaro. Si crearono due fazioni contrapposte: quella di Antonio Di Guida, che sosteneva Armando Cesaro e quella, guidata dall’allora sindaco, che supportava l’attuale assessore di Villaricca Francesco Guarino, all’epoca dei fatti in quota Martusciello. Liccardo è indagato poiché avrebbe in qualche modo sollecitato un dirigente comunale affinché firmasse alcuni nulla osta per dipendenti dell’ente in procinto di passare alla Regione con un servizio di comandata temporanea. Tra questi l’avvocato Tiziana Di Grezia, in quel periodo non proprio in buoni rapporti con la giunta in carica.

“E’ assurdo, sembra un film comico, quasi surreale – dice l’ex sindaco – Tutti sanno che con i Cesaro non ho mai avuto buoni rapporti e che non li ho mai sostenuti politicamente. Io ero un sostenitore di Fulvio Martusciello. I fatti sono noti a tutti, soprattutto a Marano, tanto che la mia giunta entrò in crisi proprio perché non sostenemmo i Cesaro”.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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