PARLAMENTO, VOTO A MAGGIO SEMPRE PIU’ PROBABILE. NON SI ESCLUDE L’ELECTION DAY

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Tentando di azzeccare la data delle prossime elezioni è stato esaurito il calendario, dalla primavera all’autunno del 2027. Ma è maggio il mese più indicato per i segnali che giungono dal governo. E l’ipotesi di maggio è figlia di una serie di considerazioni che filtrano da Palazzo Chigi.

Arrivare fino al termine naturale della legislatura, cioè a settembre, presupporrebbe intanto una campagna elettorale in piena estate: non il miglior modo per contrastare l’evidente disaffezione dei cittadini alle urne. E poi l’Italia in ogni caso si troverebbe nel pieno della competizione politica già da febbraio, visto che molte delle più importanti città del Paese andranno al voto in primavera per i sindaci. E si potrebbe sfruttare il traino delle Amministrative per una maggiore affluenza. Tradotto vorrebbe dire che il governo si acconcia all’accorpamento del voto, cioè all’election day.
Una soluzione che non è mai piaciuta al centrodestra, anche se Giorgia Meloni la ritiene oggi una strada percorribile e non più ad handicap grazie all’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale nazionale. Resta però l’incognita, che dentro la coalizione hanno trasformato in un indovinello: «Il voto per le Politiche migliorerebbe il nostro risultato alle Comunali, o il voto per le Comunali peggiorerebbe il nostro risultato alle Politiche?».

Una cosa è certa: chi propone la soluzione dell’election day punta a evitare che il centrodestra arrivi ammaccato alla sfida per Palazzo Chigi dopo le Amministrative, dove il Campo largo parte favorito.

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