Morbillo, sintomi, vaccini e casi in Italia

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Più dell’Ebola, della tubercolosi o dell’influenza. Il morbillo – responsabile della peggiore epidemia degli ultimi 35 anni per gli Usa, dove anche lo Stato di New York dopo oltre 30 anni ha segnalato il decesso di un bambino – ha una caratteristica che, insieme ad altre, lo rende particolarmente temibile: è uno dei virus più contagiosi al mondo. Può rimanere nell’aria e sulle superfici di una stanza fino a 2 ore dopo il passaggio di una persona infetta. Non solo: chi ha l’infezione può trasmetterla inconsapevolmente già 4 giorni prima della comparsa del tipico esantema. E i pediatri raccontano spesso che, quando in un palazzo ci sono bambini ammalati, si contagiano inevitabilmente anche quelli che vivono negli appartamenti vicini, ovviamente se non vaccinati. C’è un parametro che epidemiologi e infettivologi usano come riferimento per misurare la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, il numero di riproduzione di base: per il morbillo questo valore è tra 12 e 18. Significa che, sulla carta, un infetto può contagiare fino a 18 altre persone. E’ uno dei segni particolari nella carta d’identità del patogeno che non solo è tornato a colpire con più forza Oltreoceano, ma anche in Europa e in Italia continua ad accumulare contagi.

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