Clan Moccia, condanne pesanti in aula 114: 30 anni ad Antonio, 24 ad Angelo

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Quattro anni e mezzo di processo, quasi cento udienze e oltre quaranta imputati. Si chiude dopo cinque giorni di camera di consiglio uno dei dibattimenti più controversi degli ultimi anni, con la lettura delle condanne nell’aula 114 del tribunale, presidiata da un imponente dispositivo di sicurezza.

Il giudice della settima sezione penale ha pronunciato le seguenti pene nei confronti di alcuni dei principali imputati: 30 anni per Antonio Moccia, 24 anni per Angelo Moccia, 21 anni per Luigi Moccia e 16 anni per Gennaro Moccia, figlio di Angelo.

Momenti di forte tensione hanno accompagnato la lettura del verdetto. In aula, tra le reazioni dei presenti, qualcuno ha colpito con un pugno il vetro blindato, mentre si consumava l’attesa per la decisione del collegio.

Il procedimento, presieduto dal giudice Donnarumma, con Ciambellini come giudice a latere, ha attraversato una lunga fase dibattimentale, segnata anche dalla scarcerazione di quindici imputati nell’estate del 2025 per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

La sentenza rappresenta il punto d’arrivo di un processo complesso, seguito con particolare attenzione per le contestazioni rivolte agli imputati e per il peso delle figure coinvolte. Le condanne pronunciate in primo grado dovranno essere valutate alla luce delle motivazioni e degli eventuali successivi gradi di giudizio, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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