Al puteolano Massimiliano Longobardo il Premio della Giuria al Concorso Letterario Nazionale “Arianna Sacerdoti

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C’è anche un importante pezzo di Campi Flegrei tra i protagonisti del Premio di Poesia “Arianna Sacerdoti”, il concorso letterario nazionale promosso in memoria della poetessa e latinista con il sostegno della famiglia, in collaborazione con la casa editrice Homo Scrivens e con il patrocinio dell’ACE (Associazione Campana Editori). Durante la cerimonia di premiazione conclusiva, tenutasi martedì 20 ottobre presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino, la commissione valutatrice – composta da Achille Pignatelli, Natascia De Gennaro e Chiara Tortorelli – ha conferito il Premio della Giuria a Massimiliano Longobardo per la silloge inedita intitolata “Sei donne”, selezionata tra più di 220 opere in gara. I versi di Longobardo saranno pubblicati nell’antologia “La ragazza che giocava con gli haiku”, volume che raccoglierà i testi dei finalisti e poesie inedite della stessa Sacerdoti.

Napoletano di nascita, ma residente a Pozzuoli, Longobardo è docente di latino e greco, dottore di ricerca in filologia classica, giornalista pubblicista e attivo anche nel mondo dello sport come atleta master di nuoto per salvamento. Molto legato al territorio flegreo – di cui racconta le dinamiche e le eccellenze -, e promotore del Festival Internazionale di Musica da Camera “I Luoghi della Musica”, con questo premio giunge al suo sesto riconoscimento letterario tra concorsi nazionali e internazionali. «“Sei donne” è una piccola silloge di ritratti femminili che traccia un percorso emotivo e spirituale, il cui perno “esoterico” è la lettera L: Lamed è la lettera più “alta” dell’alfabeto ebraico, che rappresenta la tensione verso l’alto, partendo dal motore emotivo (“Lev”). La figura femminile punta ad “elevare” a partire dalla fragilità e dai limiti umani», dichiara Longobardo. «Sono onorato di aver ricevuto un premio intitolato ad Arianna Sacerdoti, figura di altissimo profilo poetico e dalla spiccata sensibilità. Ringraziando il fratello Carlo, la giuria e l’editore Aldo Putignano, voglio esprimere la mia più profonda ammirazione verso l’enorme eredità culturale di tutta la famiglia Marmo-Sacerdoti». Fotografie di Giovanni Salvi. 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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