L’avvocato di Lavitola: «Il mio assistito avvisò Ranucci del possibile attentato un mese e mezzo prima»

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“Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Lo ha riferito l’avvocato Arturto Cola prima di entrare in carcere a Rebibbia per un colloquio con Valter Lavitola mandante dell’attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. “A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”, ha aggiunto. Intanto si infiamma la polemica sugli stipendi dei giornalisti di Report i cui numeri sono stati pubblicati sul quotidiano “Il Tempo” con i giornalisti della redazione d’inchiesta che annunciano querela per diffamazione contro il giornale parlando di “cifre false e surrettitzie”.

Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva

 “Il 7 settembre ci fu un incontro nel corso del quale probabilmente la Vitola avvisò il dottor Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. E’ quanto conferma l’avvocato Arturno Cola, difensore di Valter Lavitola, prima di incontrare nel carcere il Rebibbia il proprio assistito detenuto con l’accusa di essere il mandante dell’attentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, in una dichiarazione andata in onda su SkyTg24. “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”, aggiunge l’avvocato Arturo Cola prima di entrare nel carcere di Rebibbia per un colloquio con Valter Lavitola. “Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse ma si tratta – aggiunge ancora il legale – semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee”. L’udienza davanti al Tribunale del Riesame non è stata ancora fissata. Secondo il suo difensore, “sono due i punti” che Lavitola dovrà “puntualizzare” ai giudici: “Il primo è la modalità esecutiva dell’attentato e il secondo è il movente”, ha spiegato ancora Cola in una dichiarazione.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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