Ranucci avrebbe “potuto intuire chi fosse il mandante e chiese lui di aumentare la scorta”. Parla l’avvocato di Lavitola

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Torna a parlare Sergio Cola, avvocato di Valter Lavitola. Il legale ha dichiarato che “gli atti dimostrerebbero che Sigfrido Ranucci aveva chiesto di aumentare il livello della propria scorta”. Cola ha inoltre confermato che le dichiarazioni rese dal suo assistito, ritenute in alcuni passaggi fumose dagli inquirenti, “troverebbero un riscontro nelle versioni fornite dagli altri coimputati”, indicati come esecutori dell’attentato ma che “necessitano comunque di riscontri”. Questi ultimi, secondo la difesa, avrebbero sostenuto di non aver avuto intenzione di fare del male a Ranucci, circostanza che emergerebbe anche dalle modalità con cui è stato compiuto l’attentato. Quanto all’ipotesi dell’esistenza di un possibile terzo livello, Cola l’ha definita “una semplice congettura”. Il legale ha inoltre spiegato, che dopo l’attentato, Ranucci avrebbe “potuto intuire chi fosse il presunto mandante dell’attentato”.

il difensore di Valter Lavitola ha aggiunto che ”tutto questo confluirà in una memoria difensiva che verrà depositata contestualmente alla richiesta di Riesame”. La difesa di Lavitola a inizio settimana depositerà la richiesta di ricorso al tribunale del Riesame sia per quanto riguarda le esigenze cautelari sia per l’aggravante del metodo mafioso contestata e l’udienza potrebbe essere fissata tra fine agosto e gli inizi di settembre.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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