La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale oplontino, su richiesta della Procura della Repubblica, per un importo complessivo di 18.256,31 euro, nei confronti di due consiglieri comunali e di un terzo soggetto indagati, a vario titolo, per truffa aggravata ai danni del Comune, falsità ideologica, sostituzione di persona e falsa attestazione a pubblico ufficiale. L’indagine trae origine da una segnalazione del Segretario Generale del Comune di Torre Annunziata, che aveva evidenziato possibili irregolarità nella gestione dei gettoni di presenza e dei rimborsi erogati ai consiglieri per la partecipazione alle commissioni consiliari.
Gli approfondimenti investigativi, svolti dalla Guardia di Finanza e coordinati dalla Procura, hanno riguardato in particolare le modalità di convocazione delle commissioni e le dichiarazioni rese dai consiglieri in merito alle proprie condizioni lavorative e ai tempi di percorrenza per raggiungere la sede comunale. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero prodotto autocertificazioni e documentazione ritenute non veritiere, inducendo l’ente locale a corrispondere rimborsi non dovuti ai rispettivi datori di lavoro o a soggetti terzi.
In un caso, sarebbe stata inoltre contestata la costituzione di un rapporto lavorativo fittizio, utilizzato per giustificare assenze e ottenere rimborsi indebiti. Le somme complessivamente contestate, in relazione ai diversi episodi, risultano pari a 14.162,61 euro per uno dei consiglieri e 4.093,70 euro per l’altro, per un totale oggetto di sequestro pari a 18.256,31 euro.
Le attività investigative hanno incluso verifiche documentali, accertamenti bancari e riscontri sui reali tempi di spostamento, anche attraverso sistemi di videosorveglianza e osservazioni sul territorio. Gli inquirenti hanno inoltre evidenziato una frequente convocazione delle commissioni consiliari e la presenza di sedute talvolta non convalidate dal numero legale, circostanze che avrebbero favorito l’attivazione dei meccanismi di rimborso. Il G.I.P., ritenendo sussistenti i presupposti del sequestro, ha disposto il vincolo sulle somme e su beni riconducibili agli indagati fino alla concorrenza degli importi contestat
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