Fin dalle prime ore successive all’attentato di Modena, di Samil El Koudri si conosceva il trascorso psichiatrico. Dal 2021 al 2024, infatti, è stato preso in carico da un centro di salute mentale. “Si presentò di sua spontanea volontà parlando di ‘ansia’”, ha spiegato al Corriere della sera Gianni Gargano, sindaco di Castelfranco Emilia. Nel 2023 gli venne diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e per un anno El Koudri ha proseguito le cure, per poi interromperle, decidendo “autonomamente di non partecipare più agli incontri per il sostegno psicologico. Venne contattato più volte ma aveva deciso di non aderire alle cure. Non si presentò più, una scelta che per legge chiunque può prendere. Ciò che purtroppo ci insegna questa tragedia è che serve più prevenzione”, ha aggiunto Francesca Maletti, vicesindaco e assessore alla Sanità del comune di Modena.
Non sono al momento note le ragioni per le quali El Koudri, pur avendo chiesto in autonomia di seguire un percorso di cure, un anno dopo la diagnosi ha disertato il centro e interrotto il percorso. Per questo motivo sono stati acquisiti tutti i documenti relativi alla sua pratica e nei prossimi giorni saranno sentiti anche i medici che lo avevano in cura. È necessario ricostruire tutti i passaggi della sua storia clinica anche per accertare se ci sarebbe stata la possibilità di intercettare con anticipo il comportamento pericoloso dell’uomo e procedere di conseguenza. Gli ex colleghi di un’azienda modenese in cui El Koudri si occupava di contabilità e gestione hanno rivelato alla Gazzetta di Modena che “spesso si isolava, nonostante i ripetuti tentativi di includerlo e socializzare”, che aveva “ripetuti comportamenti strani e insoliti” e che talvolta era “aggressivo soprattutto con alcune colleghe”. Un comportamento già emerso dal racconto di un tabaccaio della sua città, il quale ha riferito che “fissava il muro dei gratta e vinci per dieci minuti prima di scegliere, sbatteva le porte. Un personaggio un po’ inquietante” e che “era incurante di tutti. Abbiamo usato anche le maniere forti per dirgli di non disturbare le ragazze che ci sono al mattino”.
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