MARANO. Carcere duro confermato per Luigi “Maurizio” Baccante, storico uomo dei Nuvoletta

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Nessun passo indietro sul carcere duro per Luigi “Maurizio” Baccante, classe 1951, figura storica e tra le più in vista del clan Nuvoletta. I giudici della Cassazione hanno respinto la richiesta di revoca del regime di 41 bis, ribadendo come non siano emersi segnali concreti di dissociazione, né elementi tali da escludere una sua possibile rinnovata operatività nel contesto criminale dell’area a nord di Napoli.

Baccante, condannato all’ergastolo come uno dei killer del giornalista Giancarlo Siani, continua secondo i magistrati a mantenere un atteggiamento di silenzio ritenuto omertoso e coerente con i valori dell’organizzazione di appartenenza. Un profilo basso che, lungi dal rappresentare un distacco, viene invece interpretato come una strategia tipica degli ambienti mafiosi.

Il provvedimento, firmato dalla presidente Paola Masi (a latere Giorgio Poscia), richiama un precedente diniego del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Proprio contro quella decisione Baccante aveva presentato ricorso, ora definitivamente rigettato.

Secondo la Cassazione, l’assenza di dissociazione, unita alla perdurante operatività del clan Nuvoletta e al ruolo apicale ricoperto in passato da Baccante, rende concreto il rischio che, senza le attuali restrizioni, possa riallacciare i contatti con l’organizzazione e tornare a esercitare influenza nel circuito criminale.

I giudici sottolineano inoltre un principio consolidato: anche durante la detenzione, i capi mafia possono continuare a impartire direttive all’esterno, sfruttando colloqui e intermediari. Un rischio reso ancora più attuale dalle nuove tecnologie, come l’uso di droni per introdurre cellulari e schede sim nelle carceri.

Nel frattempo, restano accesi i riflettori investigativi sulla zona di Marano e dintorni, storica roccaforte dei Nuvoletta. Gli ultimi episodi — tra cui l’omicidio di Castrese Palumbo e una gambizzazione a Castelbelvedere — sono considerati segnali di possibili nuovi assetti criminali in fase di ridefinizione.

A questi si aggiunge anche un agguato avvenuto a Calvizzano, che ha visto protagonisti soggetti legati all’area maranese, confermando come le dinamiche criminali locali siano tutt’altro che sopite e richiedano un costante monitoraggio da parte degli inquirenti.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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