852 Visite
Siamo ormai arrivati quasi al termine del mandato del sindaco Luigi Sarnataro, una lunga esperienza amministrativa che arriva oggi a un passaggio decisivo. Non essendo ricandidabile, il tema non è solo il bilancio di questi anni, ma anche il futuro politico e amministrativo di Mugnano: le priorità, gli equilibri delle prossime coalizioni, la scelta della classe dirigente e il profilo di chi dovrà raccogliere il testimone.
Sindaco, siamo alla fine del tuo mandato: con quale spirito vivi questo momento?
Lo vivo con grande emozione. Fare il sindaco della propria città non è solo un incarico politico, è qualcosa che ti entra dentro e ti accompagna ogni giorno. Alla fine di questo percorso sento orgoglio per il lavoro fatto, gratitudine verso i cittadini e anche un po’ di malinconia, perché quando ami davvero la tua comunità non è facile arrivare ai saluti. Ma so di aver dato tutto me stesso fino all’ultimo giorno.
Quali sono le due o tre priorità che, secondo te, la prossima amministrazione dovrà assolutamente portare avanti? Il tema del consumo di suolo, dell’urbanistica e di ciò che è accaduto in questi anni a Mugnano non può essere trascurato.
Su tutte, il Piano Urbanistico Comunale. Il preliminare è stato approvato e bisogna arrivare fino in fondo, perché altrimenti sarà sempre più difficile porre un argine agli effetti della nuova legge regionale sul Piano Casa, che consente abbattimenti e ricostruzioni e quindi rischia di aumentare ulteriormente il carico residenziale sul nostro territorio. Mugnano ha bisogno di programmazione seria, di servizi e di attività produttive capaci di creare lavoro, non di ulteriore espansione senza equilibrio. Un’altra priorità è il completamento e la piena messa in funzione di diverse opere pubbliche già avviate o già pronte. Penso innanzitutto alla ripresa e al completamento dei lavori del Parco Sensoriale, ma anche all’affidamento di servizi importanti come l’asilo nido e la biblioteca-mediateca comunale, che sono ormai strutture pronte e che vanno fatte vivere concretamente. Infine, bisogna portare avanti altri interventi strategici per il futuro della città, come il completamento di via Crispi, la valorizzazione del complesso del Ritiro del Carmine e la possibilità di trasformare Villa Venusio in una nuova sede comunale. Ci sono tante opere e tanti contenitori da mettere finalmente in gestione: questa dovrà essere una delle sfide decisive per chi amministrerà Mugnano nei prossimi anni.
Come vedi il quadro politico in vista delle prossime elezioni comunali e chi immagini possa raccogliere la tua eredità politica e amministrativa? Serve più continuità o più rinnovamento?
Non vedo, ad oggi, particolari novità significative nel quadro politico cittadino. Realisticamente si andrà verso tre, al massimo quattro, candidature a sindaco, più o meno come accadde sei anni fa. La differenza principale potrebbe stare nel fatto che quella che probabilmente sarà la coalizione di maggioranza si sposterà leggermente su un asse più moderato o più a destra, avendo perso il sostegno di Periferia Attiva e di Sinistra Italiana, che dovrebbero esprimere un proprio candidato, sostenuto anche da alcune liste civiche.
Di conseguenza, anche il candidato storico del centrodestra, Gennaro Ruggiero, potrebbe presentarsi in una formula più ristretta, verosimilmente con la sola lista di Fratelli d’Italia. L’altro elemento politicamente più rilevante è rappresentato dall’eventuale possibilità che, dopo undici anni di opposizione, il Movimento 5 Stelle possa entrare nella compagine del futuro governo cittadino. Quanto alla mia eredità politica e amministrativa, penso che oggi serva soprattutto continuità sui contenuti e sulle priorità per Mugnano, più che una semplice continuità nei nomi. Chi verrà dopo dovrà certamente avere capacità amministrativa, equilibrio e visione, ma anche la forza di portare avanti il lavoro avviato in questi anni, senza disperdere quanto di buono è stato costruito.
Quanto conteranno, nella costruzione delle liste e della coalizione, le regole nella scelta dei candidati? Pensi che servano criteri rigorosi non solo per il candidato sindaco, ma anche per chi si candida al consiglio comunale?
Sono essenziali. In un mondo ideale, direi addirittura fondamentali. Esistono ovviamente criteri già previsti dalle norme, penso ad esempio ai carichi pendenti e al casellario giudiziale, ma credo che non possano essere gli unici elementi da considerare. Anche il tema dei conflitti di interesse, così come quello delle parentele, non è affatto secondario nella costruzione di una coalizione seria, credibile e soprattutto trasparente. Se si vuole davvero offrire ai cittadini una proposta politica autorevole, bisogna avere il coraggio di darsi regole chiare e pretendere coerenza da tutti, non solo da chi aspira a fare il sindaco, ma anche da chi si candida al consiglio comunale. Questo vale ancora di più per la prossima amministrazione, che nei primi cento giorni di governo della città sarà chiamata ad approvare uno strumento decisivo come il PUC. Proprio per questo serviranno persone libere, trasparenti e al riparo da qualunque ambiguità, perché su scelte così delicate si misura la credibilità vera di una classe dirigente.
Che giudizio dai oggi della situazione del Movimento Cinque Stelle a Mugnano? Può avere un ruolo nella prossima partita elettorale? Nel Movimento non tutti auspicano in un’alleanza con il Pd e gli altri e le interlocuzioni, a più livelli, proseguono.
La situazione del Movimento 5 Stelle a Mugnano rappresenta sicuramente uno degli elementi di novità più rilevanti di questa fase politica. Nelle ultime riunioni plenarie di coalizione, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Massimo Vallefuoco, congiuntamente all’avvocato Biagio Bove, già mio vicesindaco fino a qualche mese fa e da me revocato proprio in seguito al suo passaggio al Movimento 5 Stelle, che è all’opposizione della mia amministrazione, hanno rappresentato la possibilità concreta dell’adesione del Movimento alla nostra coalizione. Si tratta quindi di un passaggio politicamente significativo, perché potrebbe ridisegnare in parte gli equilibri cittadini e rappresentare una novità importante nella costruzione del prossimo governo della città.
Si parla anche dell’eventualità di una lista Schiattarella: come valuti questa ipotesi sul piano politico ed elettorale?
Non sono contrario. Io stesso, nelle mie due esperienze precedenti, ho dato vita a una lista d’ispirazione sindacale, una lista del sindaco. Penso sia giusto che un candidato sindaco possa avere accanto una lista di propri fedelissimi, che si riconoscono in modo diretto nel suo progetto politico e amministrativo e che siano rappresentati in prima linea dallo stesso candidato. Anzi, credo che una lista di questo tipo possa rappresentare un valore aggiunto, una sorta di lista gemella del Partito Democratico, che resta naturalmente il partito di provenienza del candidato sindaco. Se costruita bene, con serietà e coerenza, può essere uno strumento utile per rafforzare la coalizione e allargare il consenso attorno a una proposta credibile di governo della città.
Che messaggio vuoi lasciare ai cittadini di Mugnano al termine di questa esperienza da sindaco?
Voglio dire semplicemente grazie. Grazie ai cittadini che mi sono stati vicini, a chi mi ha sostenuto e anche a chi mi ha criticato con sincerità. Ho cercato sempre di metterci la faccia e di servire Mugnano con amore, serietà e senso di responsabilità. Porterò questa città sempre nel cuore e mi auguro che continui a crescere, con orgoglio, unità e fiducia nel futuro.

























