La tragedia avvenuta in Svizzera nella notte di Capodanno, costata la vita a 44 giovanissimi, ha scosso profondamente cittadini e comitati attivi sul territorio napoletano. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, l’evento sarebbe stato causato da incuria, mancati controlli e dal sistematico disprezzo delle norme di sicurezza. Una dinamica che, purtroppo, non appare così lontana dalla realtà di molte città italiane, Napoli compresa.
È proprio da questa consapevolezza che nasce la preoccupazione dei comitati cittadini: quanto manca perché una tragedia simile possa verificarsi anche nel capoluogo partenopeo? Napoli ha già conosciuto lutti evitabili. Tra i casi più dolorosi, quello di Emanuela Chirilli, morta nel novembre 2024 in un bed and breakfast, e quello di Salvatore Giordano, il giovane ucciso nel 2014 dal crollo di un cornicione in via Toledo. Episodi che hanno segnato la memoria collettiva e che sollevano un interrogativo inquietante: quante tragedie sono state solo sfiorate, senza mai arrivare alle cronache?
Passeggiando per la città, soprattutto nelle aree centrali e più frequentate, i rischi appaiono evidenti. Ristoranti improvvisati, strutture ricettive non autorizzate o sovraffollate, occupazioni di suolo pubblico che ostruiscono passaggi e vie di fuga, locali che si trasformano in sale da ballo senza alcuna adeguata gestione dei flussi. E ancora friggitorie e punti di ristoro in condizioni di estrema precarietà. In molte di queste situazioni, le uscite di sicurezza sono assenti o inadeguate, gli estintori mancano, i controlli sembrano sporadici. Il caos diventa la regola, la sicurezza un optional.
I comitati riconoscono che i controlli comportano costi e complessità organizzative, ma ribadiscono con fermezza che la tutela della vita e dell’incolumità di cittadini e turisti deve essere una priorità assoluta. Investire nella prevenzione e nei controlli non è solo un dovere morale e istituzionale, ma anche una scelta lungimirante: prevenire le tragedie significa proteggere la città, la sua economia e la sua reputazione.
Pur sentendosi spesso disarmati, i cittadini e le associazioni dichiarano di voler continuare a sollecitare le autorità competenti affinché vengano adottati interventi concreti e urgenti. L’obiettivo è chiaro: evitare che, dopo l’ennesima tragedia, qualcuno possa ancora dire “io non sapevo”.
L’appello si chiude con un invito alla responsabilità e alla sensibilità istituzionale, nella speranza che Napoli non debba piangere altre vittime annunciata.
Comitato per la Salvaguardia e la Valorizzazione di Monte Echia
Comitato Felix
Comitato Chiaia Viva e Vivibile

























