La consigliera è netta: «Un lavoratore che fa l’OSS deve superare un concorso, lavorare turni massacranti e guadagna a malapena 1.200 euro al mese. Qui, invece, basta avere la tessera giusta e l’amico giusto: tre stipendi pubblici in un colpo solo. È scandaloso. Il bersaglio non è solo il beneficiario, ma anche chi concede: “Chi si candida dovrebbe avere la dignità di dire no. Ma soprattutto – aggiunge Muscarà – gli enti pubblici hanno il dovere morale di non distribuire incarichi a chi è già in piena campagna elettorale. Usare le istituzioni come sportelli bancomat è un insulto ai cittadini”.
Il giudizio politico è lapidario: «Questa non è politica, è mestiere di opportunisti. Si scappa dalle responsabilità per inseguire poltrone e carriere, lasciando macerie e caricando i costi sulle spalle dei più deboli. La Campania non ha bisogno di professionisti della poltrona, ma di trasparenza e rispetto delle regole. Basta campagne elettorali pagate con soldi pubblici».

























