Campania, il Governo impugna la legge elettorale: è scontro con De Luca sui sindaci candidati

0
Condividi
451 Visite
Il Governo Meloni ha ufficialmente impugnato la legge elettorale approvata dalla Regione Campania che impedisce ai sindaci in carica di candidarsi alle elezioni regionali senza dimettersi anticipatamente. Una norma definita dal Ministero dell’Interno come una “limitazione irragionevole” dei diritti di rappresentanza e partecipazione politica, che di fatto esclude molti amministratori locali dalla corsa per un seggio in Consiglio regionale.

Già nei mesi scorsi il Viminale aveva chiesto una revisione, ma il Consiglio regionale si era limitato a modificare i tempi per le dimissioni, lasciando inalterato il principio dell’incompatibilità.

Durissima la reazione di Fratelli d’Italia. Il senatore Antonio Iannone, commissario del partito in Campania, ha parlato di “vergognosa legge” e di una “congiura politica” orchestrata da Vincenzo De Luca. “Un colpo di mano – ha attaccato – in cambio della legge sul terzo mandato, poi bocciata. Una norma utile solo a tagliare fuori la concorrenza dei sindaci”.

Iannone ha invitato l’ANCI e le associazioni dei Comuni a costituirsi in giudizio al fianco del Governo. “Vedremo se l’ANCI si schiererà davvero a difesa dei sindaci o resterà silente quando la battaglia non conviene al PD”, ha aggiunto.

La data delle elezioni regionali in Campania non è ancora stata fissata, ma il clima politico è già infuocato. L’incertezza normativa rischia di complicare la formazione delle liste e, secondo le opposizioni, potrebbe alterare gli equilibri democratici.

Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, chiamata a decidere se la norma varata dalla maggioranza campana sia compatibile con i principi di uguaglianza e partecipazione sanciti dalla Costituzione. Nel frattempo, lo scontro tra Governo e Regione resta acceso.

  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti