Cosa sta accadendo nell’area Pip di Marano, una delle problematiche croniche che assillano l’ente cittadino. Dalle inchieste alle querelle giudiziarie, il Pip non trova pace.
Proviamo a riassumere:
Nelle scorse settimane il giudice monocratico di Napoli nord ha dato ragione, nel merito, alla Iniziative industriali di Sant’Antimo, la società di scopo dei fratelli Cesaro che avevano proposto ricorso avverso i provvedimenti di “spossessamento” di due capannoni. Azione eseguita dal Comune circa 3 anni fa, sulla scorta di una precedente revoca unilaterale della convenzione siglata anni prima proprio tra l’ente cittadino e i Cesaro. Il Comune, in pratica, aveva in autotutela – rilevate alcune inadempienze da parte dell’azienda santantimese – acquisito i due stand e li aveva affidati ad alcuni imprenditori in cambio di un canone di fitto. Per il giudice di Napoli nord, l’azione intrapresa dal Comune non è legittima. L’ente, in pratica, avrebbe dovuto avviare un procedimento legale, informare tempestivamente la parte avversa, e ottenere dalla giustizia il via libera per l’azione esecutrice. Il giudice, che in fase cautelare aveva dato ragione al municipio maranese, ritiene inoltre che sia trascorso troppo tempo, dal 2018, data in cui fu revocata la convenzione, al 2022, anno in cui è avvenuto lo spossessamento dei due beni, che devono pertanto essere restituiti alla Iniziative industriali.
A Napoli nord, tuttavia, pende ancora un ultimo, importante giudizio: verte sulla legittimità della revoca della convenzione unilaterale voluta nel 2018 dal Comune. Se l’ente maranese dovesse vincere quel round giudiziario, potrebbe mettere in essere le azioni esecutrici nei confronti della azienda dei Cesaro e riprendersi i capannoni che oggi deve restituire.
C’è poi la questione di un pignoramento in atto per un altro capannone. Un istituto di credito si è presentato, settimane fa, presso la Edillamiere, invocando la restituzione del bene. Non sappiamo l’iter a che punto sia o se siano stati raggiunti accordi tra l’imprenditore che lo aveva ottenuto dal Comune e l’istituto che sollecita il pagamento di somme non pagate a suo tempo dall’azienda santantimese. Anche questo stand era stato dato in fitto dal Comune.
Situazione ingarbugliatissima, insomma, al netto dei recenti provvedimenti attuati dalla giunta Morra, in relazione ad altri 4 capannoni che saranno utilizzati per fini di pubblica utilità.



























