“Quest’oggi ho interrogato la Giunta Regionale sul tema del “trasferimento di 80 unità lavorative dall’Istituto Fondazione Pascale in nuovi uffici siti al Centro Direzionale”. Con questa scelta l’IRCCS- Fondazione Pascale ha individuato ulteriori immobili presso cui dislocare le sedi amministrative, con ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, mediante il pagamento di fitti passivi a privati, presso il centro direzionale di Napoli. In primo luogo la scelta di focalizzarsi solo ed esclusivamente su un quartiere del territorio di Napoli è alquanto discutibile poiché un’indagine di mercato condotta in questi termini è limitativa e antieconomica. Così come è antieconomico pagare ulteriori canoni di locazione quando sono disponibili sia la cd. “palazzina amministrativa” all’interno dell’Istituto Pascale, sia il Presidio Ospedaliero Ascalesi, che per incapacità gestionali della Direzione Sanitaria non vengono utilizzati a causa di contenziosi con le imprese che si protraggono da anni e lavori da ultimare.” – dichiara il capogruppo in regione di Azione – Per Pasquale Di Fenza.
“Tuttavia è opportuno precisare che la scelta della IRCCS – Fondazione Pascale va nettamente in contrasto con gli indirizzi della Giunta Regionale finalizzati alla riduzione di spese legate ai canoni di fitto passivi, mediante l’acquisto di strutture da destinare a sedi amministrative. Le risorse dei cittadini – prosegue Di Fenza – vanno amministrate con parsimonia ma soprattutto le procedure ad evidenza pubblica devono avere una reale evidenza pubblica. La risposta della direzione generale del Pascale è poco esaustiva. Motivo per cui presenterò una formale richiesta di accesso agli atti per verificare tutta la documentazione tecnica dei lavori in itinere e del contenzioso in corso con le imprese, sia in riferimento al P.O. Ascalesi, sia per la cd. “palazzina amministrativa”, al fine di controllare se non siano intervenuti rallentamenti imputabili ai vertici amministrativi. Al termine delle verifiche valuterò se rivolgermi all’Anac e alla Corte dei Conti per i profili di competenza”. – conclude Di Fenza.
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