Youssef Siher è in carcere. Indagata anche la moglie: insieme gestivano i profili M1710

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Youssef Siher, ritenuto il fondatore del “Movimento 17 ottobre”, è stato sottoposto a fermo dalla sezione distrettuale antiterrorismo della Procura di Milano. Il trentenne di origine marocchina, ricercatore italiano di seconda generazione, è considerato dagli inquirenti la “mente” del movimento legato agli scontri avvenuti nei giorni scorsi nel centro del capoluogo lombardo.

Le accuse sono di istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo e di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”, il nuovo reato introdotto dal decreto sicurezza appena entrato in vigore. Gli viene contestata anche l’istigazione a commettere reati attraverso i social, con l’ipotesi di apologia di uno o più reati. Tra i capi d’accusa figura inoltre il terrorismo, in base all’articolo 270 bis, comma 1, del codice penale, che punisce con la reclusione da sette a quindici anni chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Gli elementi che hanno portato la procura di Milano a contestare l’aggravante del terrorismo sono aver citato come modello di riferimento per scendere in piazza  il ‘manuale di rivolta egiziano‘, un libretto segreto distribuito clandestinamente nel 2011 durante la Primavera Araba, e l’invito a replicare la situazione francese: sono alcuni degli elementi che hanno portato la procura di Milano a contestare l’istigazione a delinquere con l’aggravante del terrorismo.

 

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