La UGL Salute Campania esprime forte preoccupazione per la situazione determinatasi nel comparto della sanità privata accreditata regionale, a seguito della decisione assunta dall’Assemblea Generale AIOP Campania di confermare lo stato di crisi e di procedere alla progressiva riduzione dei ricoveri programmati.
Secondo quanto comunicato da AIOP Campania, a partire dal 16 settembre è stata disposta la riduzione dei ricoveri programmati riabilitativi e di lungodegenza, nonché dei ricoveri medici e chirurgici differibili e non urgenti, con la previsione della totale sospensione a decorrere dal 21 settembre 2026. La contrazione delle attività assistenziali rischia infatti di produrre conseguenze dirette sui livelli occupazionali e sulle condizioni di lavoro di migliaia di operatori sanitari e sociosanitari che ogni giorno garantiscono prestazioni essenziali ai cittadini campani.
Riteniamo preoccupante la paventata possibilità di attivare gli strumenti previsti dalla normativa per la riduzione dei costi del personale che dovesse risultare in esubero.
“Non accetteremo che il peso di una crisi del sistema venga scaricato sui lavoratori”, dichiara il segretario regionale della UGL Salute Campania Gerado Marino. “Gli operatori della sanità privata accreditata non possono diventare la variabile sulla quale intervenire per riequilibrare situazioni finanziarie determinate da decisioni e dinamiche che non dipendono da loro. Chiediamo che la Regione Campania affronti immediatamente la questione, aprendo un confronto serio e concreto con le parti sociali.”
AIOP attribuisce la situazione alle criticità relative ai limiti di spesa, all’adeguamento tariffario, al fabbisogno territoriale e all’incremento dei costi sostenuti dalle strutture, oltre ai ritardi nei pagamenti da parte delle Aziende Sanitarie e delle ASL, compresi quelli riferiti alle prestazioni del 2025.
“Al di là delle diverse posizioni e responsabilità, oggi la priorità deve essere una sola: evitare che la riduzione delle prestazioni si trasformi in una riduzione dei posti di lavoro e in un ulteriore aggravio per il sistema sanitario regionale”, prosegue Marino.
La UGL Salute ha quindi dichiarato lo stato di agitazione avviando la procedura 146/90 e resta in attesa della convocazione da parte della Prefettura per il tentativo di conciliazione.
Chiediamo altresì alla Regione Campania di convocare con urgenza le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, per individuare soluzioni che consentano di salvaguardare contemporaneamente la sostenibilità delle strutture, la continuità assistenziale e soprattutto i livelli occupazionali. “Servono risposte immediate e un confronto istituzionale trasparente. La sanità non può essere affrontata soltanto attraverso numeri e tetti di spesa: dietro ogni prestazione ci sono lavoratori e cittadini. La UGL Salute Campania è pronta a fare la propria parte per difendere l’occupazione e garantire il diritto alla salute dei cittadini campani” conclude Marino.
Fabrizio Fabbri
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