Marano, il PUC entra nella terra di nessuno: dal 12 agosto decadono le norme di salvaguardia. Torna il vecchio Piano regolatore?

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Il 12 agosto potrebbe aprire una fase di forte incertezza per l’urbanistica di Marano. In quella data, infatti, ricorre un anno dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC) della delibera con cui la giunta guidata dall’allora sindaco Matteo Morra, poi sciolta per infiltrazioni mafiose, adottò il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), destinato a sostituire il vecchio Piano regolatore generale, vigente dal 1985 e definitivamente approvato nel 1987.

È proprio dalla pubblicazione sul BURC, e non dalla sola adozione in giunta, che la legge urbanistica regionale fa decorrere il termine di efficacia delle norme di salvaguardia, introdotte per impedire interventi edilizi in contrasto con il nuovo strumento urbanistico durante il suo iter di approvazione.

Secondo l’interpretazione prevalente tra gli addetti ai lavori, trascorso un anno dalla pubblicazione, tali norme decadono automaticamente se il piano non è stato ancora approvato.

Il nodo tra legge regionale e normativa statale

La questione, tuttavia, non è priva di profili interpretativi.

La legge urbanistica della Regione Campania prevede che le norme di salvaguardia abbiano efficacia per un anno dalla pubblicazione del PUC adottato. La normativa nazionale, invece, contempla un termine di tre anni.

Tra tecnici e professionisti del settore prevale l’orientamento secondo cui, trattandosi di materia disciplinata dalla legislazione urbanistica regionale, debba trovare applicazione il termine fissato dalla legge campana. Se questa interpretazione sarà confermata, dal 12 agosto le norme di salvaguardia cesseranno di produrre effetti.

Cosa accade alle pratiche edilizie

È proprio sulle conseguenze pratiche della decadenza che si registrano le maggiori incertezze.

Secondo alcuni tecnici comunali, i cittadini che avevano presentato istanze edilizie prima dell’adozione del nuovo PUC potrebbero chiedere che le proprie pratiche vengano esaminate secondo le disposizioni del vecchio Piano regolatore generale, che resta l’ultimo strumento urbanistico definitivamente approvato.

Più controversa è invece la situazione delle nuove istanze che saranno presentate dopo il 12 agosto. In assenza di indicazioni ufficiali, tra tecnici e professionisti si registrano interpretazioni differenti su quale disciplina urbanistica debba essere applicata, con il rischio di rallentamenti amministrativi e di un inevitabile contenzioso.

Per questo motivo cresce l’attesa per un chiarimento da parte della Commissione straordinaria che amministra il Comune, chiamata a fornire indirizzi operativi agli uffici e certezze ai cittadini.

Un piano adottato alla vigilia dello scioglimento

Il nuovo PUC nacque in un momento particolarmente delicato per il Comune.

Quando la giunta Morra lo adottò, Marano era già da mesi sotto la lente d’ingrandimento del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Napoli. Gli accertamenti della commissione d’accesso erano ormai in corso e sul Comune incombeva la concreta prospettiva dello scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata, provvedimento che sarebbe stato disposto poche settimane dopo, ai primi di settembre.

Nonostante quel contesto, l’amministrazione decise comunque di procedere all’adozione del nuovo strumento urbanistico.

Il fascicolo all’esame della DDA

Da allora del nuovo Piano Urbanistico Comunale si è saputo ben poco.

È noto, tuttavia, che il fascicolo relativo al PUC, acquisito dai Carabinieri della Compagnia di Marano nell’ambito delle attività investigative, è all’esame della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Al momento non sono stati resi noti gli esiti delle verifiche.

L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata, in particolare, su alcune aree della zona San Rocco, interessate dalle nuove previsioni urbanistiche e riconducibili, secondo indiscrezioni investigative circolate negli ambienti istituzionali, a un imprenditore ritenuto molto vicino all’ex sindaco. Su tali vicende, allo stato, non risultano contestazioni definitive né provvedimenti conclusivi.

Una decisione che non può più attendere

La scadenza del 12 agosto rischia ora di trasformarsi in un vero banco di prova per la gestione urbanistica della città.

Se le norme di salvaguardia dovessero effettivamente decadere, sarà necessario stabilire con chiarezza quale disciplina applicare alle pratiche edilizie pendenti e a quelle future, evitando interpretazioni contrastanti che potrebbero paralizzare l’attività degli uffici comunali e aprire la strada a numerosi ricorsi.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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