Stipendi più alti da marzo con gli sgravi sui contratti

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Vale tra i 190 e gli 850 euro netti l’anno l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali prevista dalla legge di Bilancio 2026. Sono i calcoli realizzati dagli esperti della Fondazione studi consulenti del lavoro, in vista della prima applicazione della misura, attesa con i cedolini di marzo per tutti i lavoratori dipendenti con un reddito non superiore a 33 mila euro. L’Agenzia delle entrate ha infatti chiarito le modalità applicative dello sgravio con una circolare di fine febbraio, rendendo possibile adottare la tassazione agevolata.

I consulenti del lavoro hanno analizzato tre contratti che sono stati rinnovati dal 2024 a oggi: quello del commercio, quello delle telecomunicazioni e quello metalmeccanico. A essere maggiormente avvantaggiati risultano i dipendenti del settore del commercio, con un risparmio massimo di 851 euro per un livello II (31.400 euro di ral), grazie a un importo legato agli aumenti previsti dal rinnovo del 2024 di 2.698 euro. Su questa somma si applica appunto la ‘tassa piatta’ del 5% invece dell’Irpef (comprese le addizionali), con un vantaggio sensibile in busta paga.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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