MADURO IN TRIBUNALE. ORA SPUNTANO I LEGAMI E GLI AFFARI D’ORO CON IRANIANI E LIBANESI

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Mentre il destituito presidente venezuelano Nicolás Maduro è  stato portato in elicottero dal carcere di Brooklyn al tribunale di Manhattan, dove nel pomeriggio verrà letto l’atto di accusa, si vengono a scoprire i numerosi intrecci tra il regime che guidava con l’Iran degli Ayatollah e i traffici con Hezbollah. L’intervento americano che ha portato alla cattura di Maduro, viene letto anche come un duro colpo all’asse che negli anni si era consolidato tra Caracas e Teheran. Negli anni, diverse analisi di think tank statunitensi, in particolare l’Atlantic Council e la Rand Corporation, identificavano il Venezuela come uno dei principali hub dell’emisfero occidentale per reti che intrecciano criminalità organizzata transnazionale, terrorismo e sostegno politico-statale. Secondo un rapporto dell’Atlantic Council, Hezbollah in Venezuela non opera (od operava) soltanto come organizzazione militante, ma come attore ibrido capace di fondere attività politiche, sociali e mediatiche con traffici illeciti su larga scala. Narcotraffico, riciclaggio di denaro, contrabbando e utilizzo di imprese di facciata costituirebbero parte integrante del modello operativo, reso possibile da un contesto permissivo creato dal regime chavista e da una debolezza strutturale dei controlli istituzionali. Il cuore del sistema sarebbe rappresentato da reti basate su clan familiari di origine libanese, descritti come finanziatori, facilitatori e intermediari.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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