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La Giunta regionale della Campania nasce a San Silvestro, a poche ore dall’insediamento del nuovo Consiglio. Roberto Fico chiude un mese di trattative e presenta l’esecutivo che guiderà Palazzo Santa Lucia: una squadra frutto di mediazioni politiche serrate, ma che il presidente rivendica come solida e pronta a partire.
«Siamo pronti a lavorare al servizio dei cittadini campani con responsabilità, competenza e ascolto», afferma Fico alla vigilia di Capodanno, archiviata la fase più complessa del confronto tra partiti. «Ora conta solo governare bene».
Il presidente trattiene per sé le deleghe più pesanti: Sanità, Bilancio e Fondi europei. Una scelta che segna fin da subito l’impronta politica del mandato. «Sono deleghe impegnative, ma coerenti con la fase iniziale dell’amministrazione e con l’esercizio provvisorio. Mi assumo la responsabilità politica delle scelte su come verranno spese le risorse dei campani», chiarisce.
Fico respinge le critiche del centrodestra, che parla di manuale Cencelli superato solo a parole: «In Giunta è rappresentata tutta la maggioranza, come è normale in una democrazia. Ma contano competenze, esperienze e impegno civico. Non poltrone».
Sul peso dei leader nazionali e locali – da De Luca a Conte, da Schlein a Manfredi – il presidente rivendica il metodo: «Confronto aperto, trasparente, politico. È così che funziona una coalizione progressista che vuole durare e governare».
Niente “provvedimenti bandiera”, promette Fico. La linea è una programmazione di medio-lungo periodo:
riduzione delle liste d’attesa
rafforzamento del sistema sanitario
trasporti più efficienti
sostegno ai fragili
lavoro e imprese
contrasto allo spopolamento delle aree interne
«I giovani devono poter costruire il loro futuro qui», sottolinea.
Dopo l’incontro con il ministro Schillaci, Fico indica l’uscita dal piano di rientro sanitario come obiettivo centrale. «Il Tar ha riconosciuto che la Campania ha i requisiti. Ora serve completare l’iter nel più breve tempo possibile. Significa investimenti e assunzioni».
Nessun assessorato dedicato alle aree interne, ma una struttura di coordinamento trasversale: «Serve una regia complessiva, non una bandierina».
Sulla Circumvesuviana il presidente non accelera, ma non esclude nulla: «La governance è un tema, ma non l’unico. Conta la qualità del servizio. Valuteremo tutto con competenza e responsabilità».
Stesso approccio prudente sul progetto del Faro, la nuova sede della Regione: «Prima studiare le carte. È una riqualificazione strategica che va valutata nell’interesse del territorio».
Capitale europea dello sport e Coppa America: «La Regione sarà al fianco del Comune. Fare squadra è un dovere istituzionale, non uno slogan».
La Giunta è partita. Ora, per Fico, finisce il tempo delle trattative e comincia quello delle scelte. «I campani giudicheranno sui fatti».

