Campania. Scoppia il caso delle preferenze annullate: migliaia di voti sottratti per un’interpretazione errata del cognome Esposito

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Sta assumendo contorni sempre più rilevanti la vicenda delle preferenze annullate durante lo spoglio elettorale delle regionali in Campania, un caso che negli ultimi giorni sta animando il dibattito negli ambienti leghisti e non solo. Al centro della contestazione, una presunta errata interpretazione delle schede da parte di diversi presidenti di seggio, che avrebbe portato alla mancata attribuzione di tra 1.000 e 1.500 preferenze.

La questione nasce dalla presenza, nella stessa lista, di due candidati accomunati dal cognome “Esposito”, ma con una differenza sostanziale:
• uno registrato semplicemente come Esposito,
• l’altra indicata come Esposito Alaia, con cognome composto e distinto.

Secondo quanto denunciato, numerose schede riportanti la sola indicazione “Esposito”, in modo pienamente valido e conforme alla legge, non sarebbero state conteggiate come preferenze, ma trasformate in voti di lista o addirittura considerate non attribuibili. Un’interpretazione che contrasta apertamente con il Testo Unico elettorale e con la giurisprudenza consolidata.

Gli esperti ricordano infatti che, in casi come questo, non esiste omonimia perfetta: il candidato con cognome “Esposito” è identificabile senza margine di dubbio, mentre “Esposito Alaia” rappresenta un cognome composto e quindi diverso. La conseguenza è semplice: la preferenza scritta solo “Esposito” doveva, per legge, essere attribuita al candidato Esposito.

Invece, secondo le ricostruzioni, tale preferenza veniva regolarmente esclusa dallo spoglio personalizzato, privando il candidato di un numero molto elevato di consensi personali e alterando la fotografia reale del voto.

La vicenda ha inevitabilmente scatenato reazioni politiche. “Qui non parliamo di un errore isolato — spiegano fonti interne alla Lega — ma di una gestione che potrebbe aver sottratto centinaia di voti validi. È un fatto grave, che merita approfondimenti e chiarimenti”.

Il candidato coinvolto sta valutando l’ipotesi del ricorso al TAR, nonostante la complessità della cosiddetta prova di resistenza, necessaria per dimostrare che quei voti avrebbero modificato l’esito finale.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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