Venezia, ovazione per La Grazia di Sorrentino: 8 minuti di applausi alla Mostra del Cinema

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Accoglienza trionfale per La Grazia, l’ultima fatica cinematografica di Paolo Sorrentino, presentata in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Al termine della proiezione nella prestigiosa Sala Grande, il pubblico si è alzato in piedi in una lunga standing ovation, omaggiando regista e cast con otto minuti di applausi ininterrotti. Risate collettive e applausi spontanei hanno punteggiato la visione del film, segno di un coinvolgimento emotivo e intellettuale tangibile.

Il regista napoletano, già premio Oscar, ha inaugurato ufficialmente la rassegna veneziana con questo suo nuovo lavoro, che trae ispirazione da un caso giudiziario realmente accaduto nel 2019. Al centro della trama, il delicato gesto del Presidente della Repubblica che concede la grazia a un uomo condannato per l’omicidio della moglie affetta da Alzheimer.

«Ho voluto riflettere sul tormento etico di un uomo investito del potere di decidere sul destino di un altro essere umano», ha spiegato Sorrentino durante la conferenza stampa. «È un’opera sul dubbio, e sull’urgenza di non ignorarlo, soprattutto oggi e soprattutto in politica».

Tra gli interpreti, anche il rapper Guè, che fa un’apparizione nel film, sottolineando l’apertura di Sorrentino verso contaminazioni contemporanee e inaspettate.

La critica internazionale ha accolto con entusiasmo il nuovo lungometraggio. The Guardian, con la firma di Peter Bradshaw, gli assegna quattro stelle, definendolo «un film sofisticato, enigmatico e contemplativo». The Hollywood Reporter celebra la performance di Toni Servillo, protagonista assoluto, lodandolo per la sua «straordinaria profondità interpretativa in questo ritratto psicologico elegante».

Deadline lo definisce «uno dei lavori più riusciti della carriera di Sorrentino», mentre Screendaily sottolinea una nuova fase creativa del regista, che «abbandona l’eccesso per abbracciare una poetica più sobria e matura». The Wrap e The Times esaltano la potenza visiva e narrativa del film, lodando la capacità del regista di “sospendere il tempo” attraverso una narrazione intensa ma misurata.

Secondo Variety, La Grazia rappresenta «una parabola dei nostri tempi autoritari», arricchita da una profonda introspezione, incarnata magistralmente dal personaggio interpretato da Servillo.

Con La Grazia, Sorrentino sembra aver colto un nuovo equilibrio, mantenendo la sua firma stilistica ma rivolgendo lo sguardo verso un cinema più intimista e riflessivo, in grado di stimolare tanto il cuore quanto la mente.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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