Il centrosinistra campano si prepara alle elezioni regionali in un clima sempre più teso e frammentato. Il nodo del candidato resta irrisolto, ma intanto i deluchiani e Italia Viva alzano i toni contro l’ipotesi di un nome calato dall’alto – e, soprattutto, contro il profilo dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico.
A scendere in campo è il deputato dem Piero De Luca, figlio del governatore uscente Vincenzo. «Si continuano a fare nomi – accusa – senza uno straccio di programma. Al contrario, bisogna partire dai risultati straordinari raggiunti in questi anni e proseguire sul solco del lavoro già avviato. Tornare indietro significherebbe far ripiombare la Campania nella palude economica e sociale da cui siamo usciti con fatica».
Una linea netta, che sa di avviso ai naviganti e suona come un no secco a qualunque ipotesi di discontinuità. «Basta veti politici e candidature precostituite. Serve unità vera e un consenso largo, costruito dal basso. Se così non sarà – avverte De Luca jr – allora si vadano a primarie di coalizione. Sarebbe l’unico modo per evitare di regalare la seconda Regione d’Italia alla destra, con conseguenze gravi sia sul piano locale che nazionale».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Renzi, che lancia un chiaro messaggio al Pd e agli alleati: «Non possiamo permetterci di lasciare fuori quelli che non ci piacciono molto a sinistra, a cominciare dai 5 Stelle, ma nemmeno possiamo permetterci di tenere fuori Vincenzo De Luca. Se vogliamo vincere, bisogna vincere in Campania, e per farlo serve una candidatura competitiva, non una scelta imposta o ideologica».
E mentre da Napoli il sindaco Gaetano Manfredi prova a gettare acqua sul fuoco – «si arriverà a una candidatura unitaria e rappresentativa del campo largo» – i deluchiani sembrano tutt’altro che intenzionati a mollare il colpo.
Manfredi, pur sostenendo l’idea di un’alleanza ampia, lancia però una frecciata sul tema del terzo mandato: «Dieci anni sono tanti. Nessuno è indispensabile. Bisogna creare una nuova classe dirigente, anche nelle Regioni». Un messaggio neanche troppo velato a chi, come De Luca, punta a restare ancora in campo nonostante il limite dei due mandati.
Ma lo scontro è aperto. E con le elezioni alle porte, la resa dei conti nel centrosinistra campano è solo rimandata.


























