I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Conte) hanno condannato l’imprenditore, suo collaboratore e dirigente, nell’ambito del procedimento giudiziario nato dal cosiddetto ‘troncone napoletano’ delle indagini del pm Henry John Woodcock che diedero vita una decina di anni fa al processo.
è stato condannato a 7 anni e 6 mesi; quattro anni e sei mesi invece suo collaboratore.
La Procura di Napoli ha contestato all’imprenditore sei ipotesi di corruzione e una di frode nelle forniture, al dirigente dell’azienda tre episodi corruttivi.
Nel novembre 2017 fu emessa una misura cautelare agli arresti domiciliari che successivamente venne annullata dalla Cassazione. Nell’inchiesta vennero coinvolti molte altre persone ora imputate davanti a un’altra sezione del tribunale partenopeo che attendeva, per il prosieguo, il verdetto di oggi.
Il pm Woodcock, oggi alla Dda, al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna a 6 anni e 8 mesi accusato di corruzione per alcuni presunti favori e regali a un ex dirigente, a dipendenti del Comune di Napoli, ad altri pubblici funzionari e ad una funzionaria della Soprintendenza di Roma.
Episodi stralciati da una grossa inchiesta iniziata quasi dieci anni fa che si è divisa in tre parti: una è andata a Roma, un’altra è rimasta a Napoli con una cinquantina di imputati e ruota intorno agli appalti (il processo è in corso), la terza è relativa a questo processo iniziato nel 2018 con un rinvio a giudizio immediato di due soli imputati, per il quale il pm aveva chiesto 4 anni e due mesi. I fatti risalgono al 2015-2016.






















