IL CASO GIUGLIANO CONTINUA A TENERE BANCO: SCIOGLIMENTO O NO? PRIMO PUNTO: LE CARTE SONO A ROMA. MA LA VICENDA E’ STATA GESTITA IN MODO DILETTANTESCO

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La Commissione d’accesso, insediatasi a febbraio presso il Comune di Giugliano, ha concluso da tempo i propri lavori. Per la precisione intorno alla fine di aprile del corrente anno. La relazione finale è già da qualche tempo sulla scrivania del Ministro dell’Interno e la decisione sul possibile scioglimento del Consiglio comunale spetta solo al ministro Matteo Piantedosi.
In questi mesi si sono susseguite dichiarazioni politiche e versioni discordanti. Alcuni media giuglianesi hanno sostenuto che le carte fossero ancora a Napoli e c’era pure chi, addirittura, scriveva che il lavoro del pool ispettivo non fosse ancora terminato.
Il Prefetto di Napoli ha assunto le proprie determinazioni già nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, contribuendo a definire il quadro trasmesso al Viminale.
L’intera città attende l’esito di una decisione – scioglimento o non scioglimento – che a tanti appare necessaria, mentre a tanti altri no. Il sistema Giugliano, a nostro avviso, andava scardinato ben prima, ma qualcuno ha voluto per forza votare.
Ora è tutto nelle mani di Piantedosi. Cosa accadrà? In questi mesi lo abbiamo ribadito molte volte: sarebbe stato opportuno prendere decisioni, in un senso o nell’altro, ben prima del voto, ma così non è stato. La situazione è complessa e dibattuta, anche sotto il profilo strettamente giuridico e normativo. Un Comune può essere sciolto se, dopo l’accesso ispettivo, si è insediato un nuovo sindaco e un nuovo consesso civico? La risposta è sì, soprattutto se il Viminale riterrà che, indipendentemente dalla nuova compagine politica, a preoccupare è la situazione degli uffici nel suo complesso.
Se a questo si aggiunge che il neo sindaco e molti nuovi consiglieri hanno comunque una continuità politica con il passato recente, un eventuale scioglimento postumo alle elezioni non sarebbe uno scandalo. Certo è che il neo primo cittadino, nel caso in cui si optasse per questa soluzione, sarebbe pienamente legittimato ad impugnare i provvedimenti e, secondo qualcuno, con discrete possibilità di successo in sede di Tar o Consiglio di Stato.
La verità è che il caso Giugliano è stato gestito malissimo, per testardaggine e miopia politica dimostrata da Gatti Silvestri, Macchie, Messe cantate, sorci, sorcini, maialini e da qualcuno che opera anche in prestigiose sedi istituzionali.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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