Le dichiarazioni del Valente prefetto in pensione, per fortuna soltanto sino a domenica alla guida di Giugliano, terza città della Campania, sono tanto infondate quanto scontate. È già capitato che amministratori incapaci e collusi, non potendo contestare in merito, siano ricorsi alla solita ‘canzoncina’ della mancanza di competenza della Commissione in merito ad alcune attività degli Enti Locali.
Il Valente prefetto ha toppato di nuovo, ne ha fatta un’altra delle sue, dimostrando pressapochismo e sufficienza. Insomma, non ha studiato bene gli atti istitutivi (legge e ordine del giorno) che hanno portato la Regione Campania ad istituire la Commissione speciale ‘Anticamorra e beni confiscati’.
Dire che la Commissione da me presieduta non può chiedere informazioni è una baggianata, o meglio una bufala, o fake news. Tra i tanti compiti che la legge regionale istitutiva della Commissione speciale (speciale perché non dedicata a una materia di ordinaria competenza della Regione) attribuisce, vi è, testualmente: “assumere ogni altra iniziativa d’indagine e proposta per il migliore esercizio delle potestà regionali e delle funzioni attribuite agli enti locali campani, anche in relazione ad una più efficace lotta contro i fenomeni criminali”.
Dunque, la Commissione non deve chiedere alcun parere né al prefetto Valente in pensione né ad altri; può operare autonomamente in piena legittimità.
Tanto non lo si può dire in merito all’operato dell’attuale organo straordinario preposto all’amministrazione del Comune di Giugliano, stando alla sua palese affermazione di un ritenuto (ed infondato) potere ‘interdittivo’ nei confronti degli Organi indipendenti di controllo previsti per legge (OIV e Revisori dei Conti).
Si prende atto della gestione privata e patriarcale del Valente prefetto in pensione che, come dichiarato, ha intimato agli Organismi indipendenti di controllo del Comune di Giugliano in Campania di non collaborare con la Commissione Regionale Anticamorra.
Ne prendo atto e, da domani, non assumendo più uno spirito di leale collaborazione, non chiederò più chiarimenti al Comune ma segnalerò direttamente i fatti e le illegittimità del suo operato all’Autorità giudiziaria competente. Per fortuna, da martedì, Giugliano in Campania avrà una nuova Amministrazione con cui, da subito, inizierò a collaborare per porre argine e riparo ai danni e alle malefatte del Valente già prefetto.” – è quanto ha dichiarato in una nota, il Presidente della Commissione regionale Anticamorra Carmela Rescigno.
Poche ora prima Valente aveva pubblicato un articolo proprio per attaccare l’operato della Rescigno. Eccolo di seguito:
Prefetto Valente: “Rescigno non ha potere ispettivo su enti locali”
(ANSA) – NAPOLI, 22 MAGGIO – “La dottoressa Rescigno continua a non voler capire che non può rivolgere la sua attenzione verso gli Enti locali spendendo il nome della Commissione anticamorra che presiede, in quanto l’art. 31 del Regolamento del Consiglio regionale non le conferisce alcun potere ispettivo o di controllo sugli Enti Locali se non quello sugli Enti regionali e sugli Enti controllati dalla Regione. La dottoressa Rescigno continua parimenti a non voler capire che la Commissione anticamorra può chiedere atti o notizie al di fuori di tale perimetro soltanto previa autorizzazione del Presidente del Consiglio Regionale”. Lo scrive, in una nota, il commissario straordinario al Comune di Giugliano, prefetto Carmine Valente.
“Dopo l’ennesima nota strumentale di ingiurie e zeppa di riferimenti errati, falsi e confusi — continua il prefetto Valente — ad atti posti in essere nel normale svolgimento dell’incarico, che la Rescigno, illegittimamente a nome della Commissione anticamorra, invia a una serie di Enti e Autorità tra cui anche agli organi indipendenti del Comune (OIV e Revisori contabili), ho dato disposizione agli uffici dipendenti del Comune e invitato gli organi indipendenti OIV e Revisori Contabili di Giugliano di non rispondere più alle provocazioni del Presidente Rescigno a meno che non abbia avuto espresso mandato da parte della stessa Commissione da lei presieduta e ricevuto formale autorizzazione ad operare fuori dalla sede Istituzionale, e solo per attività di studio e ricerca conoscitiva del fenomeno camorra, da parte del Presidente del Consiglio regionale della Campania”. (ANSA).
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