«Il paziente ricoverato presso il P.O. Ospedale del mare resta stabile nella sua gravità». Questo il bollettino che arriva alle prime ore di questo venerdì santo. «Questa mattina si procederà ad eseguire diagnostica di controllo per verificare se l’evento traumatico – del tipo a “dinamica maggiore” – possa aver provocato danni che si possono palesare anche a distanza di alcune ore».
«Il paziente resta intubato per la protezione delle vie aeree e supporto ventilatorio; attualmente ventilato meccanicamente in sedazione profonda. Il paziente permane in condizioni critiche e la prognosi resta riservata».
«Presto per capire cosa è accaduto»
Antonello De Luca, ordinario di Tecnica delle costruzioni presso la Federico II, è stato consulente dei magistrati dell’inchiesta della funivia del Mottarone, che quattro anni fa, vide la rottura della fune traente facendo precipitare una cabina. Perirono 13 persone.
«Presto per capire cosa è accaduto. Il sistema funiviario è sicuramente dello stesso tipo del Mottarone. E lì, è stato accertato dal tribunale, non c’è stata l’entrata in funzione dei freni di emergenza. In questo caso sembra, dalle prime notizie, che i freni siano entrati in funzione. Uso il condizionale perché per determinare le cause occorre un’attività lunga e complessa: anzitutto tempo per le verifiche dei materiali e dei meccanismi».
I sopravvissuti della cabina a valle
«C’è stato un balzo improvviso come un vuoto d’aria, poi la funivia si è fermata e ha cominciato a dondolare. Dall’interno della cabina non abbiamo capito cosa stesse succedendo all’esterno». Lo racconta Elisa, studentessa Erasmus che ieri, assieme a tre amici di università, due ragazzi tedeschi e una giovane francese, hanno deciso di fare una gita.
Oltre agli studenti stranieri c’era una famiglia tedesca.
Per loro le difficoltà sono state maggiori, non parlano inglese se non uno dei tre figli. «Credo sia andato tutto bene – racconta Ian – solo Kean ha riportato una piccola escoriazione sulla mano. Stiamo bene, certo i bambini si sono spaventati
Chi sono le vittime
Ad oggi questi sembrerebbero i nomi delle tre vittime del crollo della funivia del Monte Faito avvenuta ieri pomeriggio a Castellammare: uno dei turisti era Suliman Janan, di nazionalità israeliana, classe 1999. La seconda vittima accertata è Parlato Carmine, nato a Vico Equense, classe 1966. Era il dipendente Eav che si trovava all’interno della cabina. Infine, Elaine Margaret Winn, dalla Gran Bretagna, classe 1967.
Tragedia sulla funivia del Faito. Quattro vittime, un ferito grave: è il bilancio di un tragico incidente alla funivia del monte Faito, a Castellamare di Stabia, Napoli. A bordo due coppie di turisti stranieri e il macchinista.
Secondo le prime ricostruzioni, la rottura del cavo traente avrebbe fatto cadere in un dirupo la cabina a monte, dove si trovavano le vittime. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegnata a Washington, esprime «Le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime», afferma Palazzo Chigi in una nota.

























