Segretaria Martusciello arrestata, i dettagli dell’inchiesta: fatture false da 46mila euro per le tangenti

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benevento provincia rocca dei rettori nuova regolamentazione consorzi asi fulvio martusciello (foto saverio minicozzi)
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Lobbisti e favori. Due fatture da 46mila euro, ritenute false, al centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Lucia Simeone, 48enne collaboratrice dell’eurodeputato Fulvio Martusciello. Secondo gli inquirenti, avrebbe preso parte alla divisione di una presunta mazzetta che sarebbe stata versata per ricompensare uno o più politici coinvolti nella redazione di una lettera del 10 febbraio 2021. Dovrà rispondere di risponde di associazione a delinquere, riciclaggio e corruzione. Si tratta del filone di indagine aperto in Belgio sulle presunte tangenti pagate da lobbisti vicini all’azienda Huawei.

La lettera al centro dell’inchiesta

Fulcro dell’indagine, come riporta Repubblica, una missiva firmata da otto eurodeputati, fra i quali Martusciello. Nella lettera, diretta a tre commissari europei, si invitava l’Ue ad aprire alla concorrenza nella diffusione della tecnologia 5G.

Fari puntati su due fatture

Le due fatture oggetto di inchiesta sarebbero state inviate il 7 gennaio e il 15 febbraio 2021 rispettivamente dell’importo di 18.450 e 27.500 euro, inoltrate dal portoghese Nuno Miguel Benoliel de Carvalho Wahnon Martins, ex collaboratore di Martusciello. Formalmente, i due documenti sarebbero state riferite ad alcune consulenze, ma per gli inquirenti avrebbero costituito la provvista per il pagamento delle tangenti. Sotto la lente di ingrandimento anche diverse operazioni finanziarie sulle quali dovranno essere svolti ulteriori accertamenti da parte delle autorità. Gli inquirenti belgi collegano i fatti finiti sotto la lente investigativa anche alla redazione da parte di Martusciello (che non risulta indagato) di emendamenti legislativi favorevoli a Huawei.

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