Dalla Puglia al Piemonte, i magistrati assediano la politica collusa. In Campania si dorme ancora

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I magistrati e le forze dell’ordine stanno rivoltando – sotto il profilo politico e dei reati connessi al voto di scambio, corruzione per appalti e rapporti con mafiosi – la Puglia come un calzino. E inchieste importanti si segnalano anche in Piemonte, in Toscana, in Sicilia.

In Campania, invece, si continua a fare molto per colpire i cartelli criminali: non c’è un giorno senza decine di arresti tra Napoli e provincia in primis. Narcos, spacciatori, killer, truffatori, estorsori, ma pochissimo – quasi nulla – sul fronte politico-amministrativo.

L’avvento di Gratteri, auspicato da tanti, non ha ancora prodotto risultati tangibili sotto questo profilo. In Campania, tanti, troppi magistrati si segnalano, ogni giorno, per la presenza in dibattiti, convegni, li vediamo alle inaugurazioni di opere pubbliche e agli eventi organizzati dai Comuni. Eppure, dalle nostre parti la situazione – come ben sanno gli addetti ai lavori – è ancor più grave: corruzione spaventosa, riciclaggio spaventoso, prestanome ovunque e colletti bianchi collusi con sindaci, tecnici e amministrativi. Ce n’è per tutti i gusti, ma si indaga poco perché le indagini sulla politica sono faticose, lunghe e talvolta scomode.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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