Marano, giunta nuova: Morra si è mosso tra mercati, sagre, zeppole e panzerotti. Una botta al cerchio, una alla botte: accontentati destri e sinistri. E in futuro spazio ai fedelissimi

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Matteo Morra, novello sindaco, si è mosso ispirandosi al suo modello politico di sempre: Massimo D’Alema. L’ex assessore all’urbanistica, che negli anni in cui collaborava con Perrotta non ha brillato per risultati, si è mosso nel solco della tradizione catto-comunista: una botta al cerchio e una alla botte. E così, il “baffino” nostrano si è assicurata al Bilancio Tina Russo, da ritenersi in quota Pd e gradita a Lelluccio Topo, big decaduto del Pd locale ma con ambizioni di candidatura europea. Per lei anche la delega di vicesindaco. Ora non è chiaro se, così facendo, ha ceduto sulla presidenza del consiglio comunale, che andrebbe a Maria Teresa De Biase dell’asse Carandente-Porcelli o se invece, come sostengono i più, darà più in là la delega di vicesindaco a Luigi, rampollo dei Carandente, già consigliere con Visconti.

Poi si è assicurato due fedelissimi: i tecnici Polichetti (urbanistica) e Varriale (ambiente e polizia municipale) per coprirsi sui fronti da lui ritenuti più delicati. Polichetti, secondo quanto riferito da chi ben lo conosce, non è uno “scienziato” della materia: è un tipo piuttosto accomodante legato – e non guasta – da vincoli di strettissima parentela con il prefetto di Como.

Il D’Alema nostrano ha poi accontentato il suo “amicone” di vecchia data Andrea Caso, a sua volta amico di un altro suo amicone, l’avvocato Cavallo proprietario di una quota dell’ufficio del Giudice di pace, dando un contentino a Mario De Magistris, consigliere delegato all’acqua pubblica. E ancora: ha accontentato anche Carminiello Carandente, che per alcuni residenti di Monteoleone e Pendine Casalanno è una sorta di oracolo. A lui sagre, periferie, mercati, zeppole e panzerotti…Morra ne avrebbe fatto a meno, ma ha un impegno con la Giaccio, che a sua volta molto deve (in termini di voti) proprio al buon Carandente.

All’ala destra della coalizione, il sindaco ha dato anche il contentino con Catuogno, consigliere delegato ai parchi, villette comunale e verde pubblico. Si è tenuto in mano, invece, due assessorati, il primo cittadino, che potrà giostrare nei prossimi mesi, ben conscio che il dialogo con molta parte dell’opposizione è già da tempo avviato: non solo con Giaccio e Carandente, ma anche con Baiano e Schiattarella. Un altro assessorato se lo conserverà per future manovre, quando dovrà dare spazio ai suoi fedelissimi, Sorrentino, Vallefuoco, Santopaolo o chi per loro. Morra sembra avere tutto dalla sua parte, anche il duo Coppola-Di Marino, che non sono mai stati teneri con il neo sindaco e il suo entourage. In questo caso ci ha pensato Mario Casillo, altro big Pd con interesse di candidatura in Città Metropolitana o Regione. Coppola e Di Marino dovranno avere qualcosa, ma non subito e non in maniera palese. E quindi, anche loro, volenti o nolenti, devono al momento ingoiare il rospo.

Ha dalla sua due giornalini locali, gestiti da persone che hanno interesse ad elogiarlo o che hanno legami e riferimenti parentali con alcuni noti politici di area centrosinistra. E ha dalla sua anche alcune organizzazioni sindacali, che a Marano di solito fanno casino solo se governa il centrodestra. Quanto alla struttura comunale, non ci saranno particolari problemi: la stragrande maggioranza sarà allineata e coperta. Poi ci sono i “guardiani della rivoluzione”, i Pasdaran, a coprirgli le spalle, ovvero i fiduciari che si occupano di trattative, mediazioni, che sondano il terreno. Un pacchetto di persone molto “indigene”, insomma, e molto ben radicate sul territorio. Conoscitori, in pratica, degli ambienti giusti.

Morra ha tutto con sé, ma è sicuro di essersi fatto bene tutti i conti?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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