Due provvedimenti-bandiera su cui Forza Italia non intende arretrare. Due emendamenti che finiranno tra i 450 «segnalati», cioè in discussione in Commissione Bilancio a Montecitorio e dal 20 dicembre in Aula. Il primo è l’innalzamento dell’assegno a 600 euro per le pensioni minime, 25 circa in più di quanto il governo ha inserito nella manovra di Bilancio. Una misura che varrebbe circa 1 miliardo immaginando l’intera platea, molto meno se l’aumento fosse esteso solo agli over 75, ipotesi di mediazione tra le forze di governo. Il secondo è la totale decontribuzione per le assunzioni dei giovani under 35. Due vessilli programmatici del partito di Silvio Berlusconi. Non condivise dalle altre forze di maggioranza per una questione di coperture finanziarie. Che finiscono per rendere le divisioni talmente palpabili da aver fatto sfumare la «cabina di regia» che la premier Giorgia Meloni aveva chiesto alle forze di governo per sminare il rischio dell’esercizio provvisorio nel caso in cui la legge di Bilancio non dovesse essere approvata entro fine mese.
Pensioni minime a 600 euro e sgravi per assunzioni, ancora discussioni nel governo
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