Nuovi danni erariali al Consorzio cimiteriale, annullato atto transattivo con il comune di Arzano per oltre un milione di euro

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Nuovi danni erariali  al Consorzio cimiteriale, annullato atto transattivo con il  comune di Arzano per oltre un milione di euro. Trasmessi gli incartamenti alla Procura della Corte dei Conti mentre la magistratura inquirente spulcia tra le carte degli ex direttori e funzionari. Tre mesi di lavoro, relazioni e mancate istruttorie che tra fughe in avanti e assenza di numero legale all’interno del consiglio, hanno portato nella giornata di ieri  all’annullamento di una mega transazione milionaria in danno del consorzio tra i comuni di Arzano, Casoria e Casavatore stipulata e rogitata nel 2014 in favore del primo di questi. Hanno votato all’unanimità, dopo l’avvio dell’indagine interna  proposta dagli stessi componenti del consiglio il Presidente Giuseppe Salzano, Nunzio Sepe, Michele Bruno, Mario Seller, Luca Galiero, Giuseppe Bianco, Nicola Pietrantonio  e Angelo Russo. Il consiglio, nelle settimane scorse e dopo aver appreso dallo stesso funzionario dell’esistenza dell’atto ritenuto “illegittimo” aveva richiesto al direttore ad interim, Sabato Terracciano, una relazione poi depositata che ha di fatto avallato in toto quanto sollevato dall’assise. Si legge nella relazione portata dal Direttore all’attenzione del Consiglio Consortile: “ in ragione di quanto comunicato, il beneficio di dilazione e scomputo dei ratei concesso con l’atto transattivo de quo al Comune di Arzano non è stato recepito nei bilanci approvati negli anni 2014, 2015 e 2016; in virtù della quale in relazione all’accordo transattivo in  parola “sussistono gli evidentissimi profili di invalidità” dedotti dal Consiglio Consortile e, considerato ancora che l’atto di cui alla narrativa che precede è stato  sottoscritto ad onta della sopravvenuta inefficacia della delibera con la quale il Consiglio  Consortile aveva autorizzato la transazione dove si legge che “decorsi giorni 20 dalla notifica del presente atto senza riscontro (che effettivamente non c’è stato, n.d.r.) il deliberato perde efficacia”. Anche il precedente revisore aveva bocciato la proposta deliberativa dell’epoca adducendo che: “si evidenziava che “l’interpretazione più o meno letterale alla parola “detratte” concretizza una netta violazione delle norme statutarie che, fino a prova contraria, non prevedono alcuna deroga per sconti o compensazioni a favore di questo o quel Comune consorziato. Trattasi, invece, di un mero patto leonino inverso, dove il Comune di Arzano si avvantaggerebbe di fatto di sconti e compensazioni con esclusione degli altri due comuni consorziati. Dunque, oltre alla nullità consequenziale di questo patto posto in essere in sede di stipulazione di atto di transazione, (che riguardava esclusivamente l’esecuzione della Sentenza, n. 170/2013, emessa dal Tribunale di Napoli – Sez. staccata di Casoria, con la quale veniva condannato il Comune di Arzano al pagamento di una somma riferita a quote di anni pregressi dal 2000 al 2008, e che, successivamente, è stata rateizzata) questo Collegio ravvisa anche un’alterazione degli equilibri di bilancio , tenuto conto che trattasi di somme già incluse nei relativi bilanci e rendiconti annuali di riferimento.” in tal senso formulata dal Consiglio Consortile nell’adunanza di ieri, lo stesso ha approvato atto di indirizzo nei confronti del Direttore ad interim affinché: “attivi tutte le procedure — anche giudiziarie —atte a consentite il soddisfacimento integrale del credito che il Consorzio vanta nei confronti del Comune di Arzano i forza ed in virtù della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione: provvedendo in primis e ad horas ad interrompere la prescrizione del diritto consacrato nel provvedimento giudiziario de quo. Costituisca in mora, in via cautelare e precauzionale, i rappresentanti degli organi consortili che, con riferimento a detta transazione, hanno concorso alla formazione ed alla esteriorizzazione della volontà del Consorzio, adottando l’atto de quo, in ragione della eventuale responsabilità erariale a questi addebitabile nelle denegata ipotesi in cui l’Autorità Giudiziaria dovesse ritenere l’atto transattivo di cui si discetta valido ed efficace inter partes. Di dare mandato al direttore di trasmettere — in allegato ad apposito esposto esplicativo della vicenda — la transazione di cui trattasi, unitamente al verbale consiliare alla Procura della Corte dei Conti Campania, nonché alla Sez. Controllo Enti della medesima Corte, per guanto di competenza”. Intanto sulla vicenda sarebbe stato aperto un fascicolo in procura per perseguire le eventuali responsabilità e seguirne l’attuale iter visto che nonostante le proclamate azioni nulla sui era mosso fino ad oggi.

Carmine Longhi

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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