Cinque stelle, aria di scissione ed elezioni comunali. Se Di Maio abbraccerà il progetto di Sala o altri, Caso lo seguirà?

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La tentazione di mollare il Movimento c’è. E non è un mistero. L’incontro a New York tra Luigi Di Maio e Beppe Sala è stato lungo e, come si dice in questi casi, proficuo. Risale a un mese fa: entrambi si trovavano negli Usa, all’Onu. Dopo, ci sono stati i colloqui del sindaco di Milano con il ministro Roberto Cingolani, con Carlo Calenda, e alcuni scambi d’opinione anche con Mara Carfagna. È presto per dire se le idee che il sindaco di Milano coltiva sulla costruzione di un nuovo polo politico riformista e ambientalista possano incrociarsi anche con un’eventuale scissione in casa M5S.

Di certo, per ora, c’è la considerazione di Sala per Di Maio (“Ho grande stima di lui”, ha confidato a più di un interlocutore) e la determinazione con cui si sta muovendo per costruire una rete che potrebbe dare vita a un movimento, “una cosa politica” nuova, e la considerazione per Di Maio.

D Maio, ormai in rotta di collisione con il Movimento di Giuseppe Conte, potrebbe rappresentare la marcia in più per fare decollare il progetto di Sala, il quale punta anche all’eredità migliore del fu Movimento di Grillo (con il quale, peraltro, il sindaco di Milano coltiva da tempo buoni rapporti personali).

Né va trascurato un punto: la probabile conferma del limite dei due mandati in casa grillina, che sarà oggetto di un referendum tra gli iscritti in estate, obbligherà quelle figure del Movimento intenzionate a non lasciare la politica attiva a trovare nuove case e nuove liste per ripresentarsi al giudizio degli elettori. Il ministro degli Esteri sarebbe una figura chiave per allargare il mercato elettorale di questo soggetto, “popolare, liberal democratico, ambientalista e sociale”, per dirla con gli aggettivi usati da Sala.

Se il ministro degli Esteri dovesse abbracciare il progetto, chi lo seguirebbe nel 5 Stelle? Probabile che il primo a farlo sia Andrea Caso da Marano, legatissimo a Di Maio, che senza il suo punto di riferimento avrebbe ben poche chance di poter tornare a sedere tra gli scranni del parlamento. Caso, insieme con il suo fidato amico, l’avvocato Antonio Cavallo (quello del Giudice di pace in gran parte strappato al Comune), sta da tempo progettando anche di conquistare l’ente cittadino. Ha già avviato colloqui e trattative con il Pd locale, lanciando in pole (non si se per bruciarlo o perché ci crede sul serio) l’avvocato Francesco Speranza.

Se dovesse uscire dal Movimento e abbracciare con Di Maio e altri il progetto di Beppe Sala, avrebbe ancora la possibilità di mettere in campo qualcosa di serio per Marano e, soprattutto, il Pd lo riterrebbe a quel punto utile? Una cosa è il simbolo del M5s, che in provincia di Napoli, grazie al reddito di cittadinanza, di riffa o di raffa qualche voto lo prende ancora; altra cosa sarebbe un neonato movimento ambientalista e liberale al momento ignoto agli elettori.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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