Marano, due settimane fa lo scioglimento del Consiglio comunale. Li vogliamo ricordare così…..Intanto i commissari non parlano alla città ma con Caso…

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Sono passate già due settimane, due settimane dallo scioglimento (per mafia) del Consiglio comunale di Marano. In queste due settimane non è accaduto pressoché nulla: i neo commissari non hanno parlato alla città ma hanno ricevuto in municipio il deputato Andrea Caso. Chissà perché hanno sentito prima l’esigenza di parlare con lui e non con i cittadini, spiegando, pur per sommi capi, cosa hanno intenzione di fare. Nemmeno un saluto, nemmeno una foto. I neo commissari non si sono degnati, per ora, nemmeno di ricevere alcuni consulenti dell’ente, che stanno seguendo vicende delicatissime, soprattutto sul fronte legale (vicenda Giudice di Pace, Pip, locale che ospita la scuola Garden House). Si stanno interfacciando solo con una segretaria generale, che pare non abbia ancora avviato i procedimenti disciplinari a carico di dipendenti invischiati in importanti inchieste giudiziarie.

La stessa segretaria è finita anche nel mirino di diversi cittadini (c’è un esposto inviato alla Corte dei Conti), per un incarico (a tempo) affidato mesi fa a un signore di Angri che l’accompagnava a Marano con la sua autovettura. I commissari, al netto di quel che scrive il deputato Caso, stanno dimostrando (per ora) di non aver capito un tubo di Marano e del municipio che amministrano.

Due settimane fa, tuttavia, e ritorniamo al discorso di partenza, il Consiglio dei Ministri liberò Marano dalla giunta Visconti. Nessuna nostalgia per quel periodo: la giunta Visconti non era all’altezza del gravoso compito. L’ex sindaco (glielo abbiamo detto anche al telefono) soffriva di “insirie”, si è affidato (troppo) ai soliti dipendenti e funzionari e a nulla sono valsi i tentativi di farglielo capire: Visconti non ascolta. Ha sbagliato a fidarsi di alcuni consiglieri e ha dato troppo spazio alla De Nigris e a D’Alterio, scatenando invidie e gelosie interne ed esterne. Visconti sa che abbiamo ragione, ma non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura: è orgoglioso e ama circondarsi di persone che gli dicono sempre di sì. Presenterà un ricorso? Sì. Ma se la relazione per lo scioglimento è fatta bene, è difficile che il Tar lo accolga.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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