Da quanto trapela il nuovo Dpcm di novembre, le cui misure dovrebbero durare fino al 4 dicembre, dovrebbe contenere un meccanismo automatico per i lockdown territoriali. Ovvero le Regioni e più in generale gli enti locali dovranno muoversi per dichiararlo nelle province o nelle aree metropolitane in cui l’indice Rt è superiore a 2 e gli ospedali sono in difficoltà oppure dove è pari a 1,5 e i nosocomi sono vicini al collasso. Nel Dpcm ci saranno anche misure che riguarderanno l’intero territorio nazionale, ovvero:
- lo stop ai movimenti tra regioni;
- la chiusura dei musei, annunciata già ieri da Franceschini;
- la didattica a distanza per tutte le scuole superiori e forse anche per gli alunni della terza media;
- il possibile blocco totale di bar e ristoranti nelle zone più a rischio;
C’è discussione intorno all’orario (le 18 o le 21) mentre tornerebbe l’autocertificazione per i movimenti che potranno essere solo per ragioni di lavoro, salute o estrema necessità. Repubblica scrive oggi che su un punto, però, il governo sembra d’accordo a fine serata: le zone rosse locali, dove occorre, saranno decretate automaticamente. Conte le considera fondamentali.
Tra i sindaci c’è chi dice che la necessità di un blocco nazionale deriva dalla difficoltà di far rispettare l’ordine pubblico. I governatori di centrodestra invece sussurrano a mezzo tweet (come quello di Giovanni Toti che ieri ha fatto arrabbiare molti) il lockdown degli anziani, ovvero di vietare la circolazione soltanto a una fascia d’età della popolazione. L’idea di costringere a casa gli “over 70” (o gli over 75 secondo Fontana) solleva dubbi di natura etica, politica e costituzionale. Probabilmente alla fine si punterà sulla formula della “forte raccomandazione” in nome del buonsenso
























