Gentile direttore, voglio rappresentarle ciò che sta accadendo alla mia famiglia e credo ad altre del territorio. Nel mio nucleo familiare siamo in sette ad essere contagiati: oltre me e mia moglie e i miei figli, si deve aggiungere anche mia suocera. Siamo positivi tutti, chiusi in casa in isolamento da giorni e con lievi sintomi, ma nessuno, dico nessuno, si è mai preoccupato di noi: Comune, Asl, vigili, sindaco, protezione civile o altri soggetti. Possibile che a nessuno passi per la testa che, non potendo uscire di casa, potremmo avere difficoltà a reperire viveri o quant’altro? Sarò sincero con lei: ho un alimentari sotto casa ed è il gestore dell’attività, con un paniere, a passarmi la spesa richiesta. Ma immagino che non tutti siano nelle mie medesime condizioni. Ad ogni modo, contrariamente a quanto avviene in altre città, dal primo cittadino non è arrivata nemmeno una telefonata. Ci saremmo aspettati almeno “un come state?”. Niente di niente. Stesso dicasi per la raccolta differenziata: noi continuiamo come sempre. Nessuno ci ha detto o spiegato se e come ci saremmo dovuti regolare e se i nostri rifiuti dovessero seguire un iter diverso.
Con stima
Lettera firmata
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