Salvatore Perrotta, l’assessore in quota Pd che non ha ancora pubblicato il bando per l’assegnazione dello stadio comunale, è destinato a saltare se i democratici confermeranno di voler dare soltanto l’appoggio esterno al sindaco Visconti, reo di aver assestato al partito uno sganassone non indifferente sulla privatizzazione del servizio tributi.
Dovrà dimettersi, come vorrebbe il suo partito, ma difficilmente lo farà. Anzi ne siamo quasi certi, conoscendo il suo attaccamento al ruolo e i suoi legami con D’Alterio, pretoriano del sindaco, e con lo stesso primo cittadino.
Il giocattolo, sfiducia o non sfiducia, appoggio esterno o meno, si è rotto ormai ma Perrotta – difeso timidamente dai soli Coppola e Savanelli – non vorrà farsi in alcun modo da parte. Sarà questa la prima grana da risolvere per un Pd che, nonostante abbia in consiglio sei consiglieri, non riesce in alcun modo ad incidere.
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