Egregio Direttore,
Ho appreso dalla Sua testata giornalistica, la notizia che un dipendente comunale, oramai non più in servizio presso il Comune di Marano, avrebbe chiesto 417.000,00 euro quale compenso professionale, per essersi costituita in duemila giudizi in un arco temporale che va dall’anno 2011 all’anno 2018. Quanto letto mi colpisce non poco, vista la grave situazione economica che sta vivendo il nostro comune, ma quello che mi lascia basita, è la dichiarazione dell’assessore all’avvocatura, la quale, invece di pensare ai problemi reali della città, rimarca la bontà della delibera da lei proposta, che consente anche ai professionisti contrattualizzati, di percepire somme che il regolamento prevede solo per i dipendenti comunali. È opportuno precisare che il regolamento comunale, se da un lato stabilisce che il professionista dipendente comunale può percepire compensi sugli onorati, dall’altro lato prevede delle riduzioni in percentuale, stabilendo altresì, che il tetto massimo di corresponsione dei compensi professionali non può essere superiore al 50% della retribuzione tabellare dell’anno precedente. L’assessore, invece di fare dichiarazioni prive di contenuto, dovrebbe occuparsi di tutelare l’Ente Comunale che oggi sta rappresentando, dando mandato agli uffici per gli opportuni accertamenti e controlli, al fine di contestare la diffida nell’escludivo interesse della collettività . Per noi la situazione è talmente strana, al punto da indurci a predisporre una richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza in una situazione che presenta parecchi lati oscuri.
Teresa Giaccio Consigliere Comundle Fratelli d’Italia.
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