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Non è stato lui, ma è finito in una sorta di trappola ordita per costruire attorno alla sua vicenda umana il profilo del condannato perfetto. Non è stato lui, Luca Materazzo non ha ucciso il fratello Vittorio. Anzi. La mano assassina che ha colpito quaranta volte il corpo dell’ingegnere ucciso a 51 anni in viale Maria Cristina di Savoia era animata da un obiettivo in particolare: attirare l’attenzione e costringere tutti, a partire dagli investigatori, a chiudere «il caso dopo un’ora», addossando sul soggetto più debole, sospetti e responsabilità di quel brutale assassinio. Queste le parole dei legali di Materazzo durante l’udienza che si è tenuta ieri.
Fonte Il Mattino
























