La resa dei conti è ormai prossima nel Pd. Domani è in programma l’incontro incentrato sulla recente richiesta di cinque consiglieri, Coppola, Paragliola, Perrotta, Savanelli e Di Luccio, firmatari di un documento con cui è stato sottoposto al sindaco Visconti il nome di Salvatore Perrotta quale futuro assessore in luogo del defunto Amore.
Il quadro è abbastanza chiaro, anche se nessuno del Pd esce fuori ufficialmente: la mossa dei cinque non è piaciuta ad alcuni tesserati e ad alcuni coordinatori del circolo. Sono tre al momento (Schiano, Paragliola e Passaro) e sono – in attesa dell’imminente congresso che delineerà il nome del nuovo segretario del circolo – in pratica tre traghettatori.
Inutile girare intorno alla querelle: chi non vuole Perrotta, propone altri nomi e, tra i tanti, quelli di Vallefuoco, Amitrano, Di Lanno. C’è la poi questione formale: i cinque consiglieri non dovevano – secondo alcuni tesserati – rivolgersi direttamente a Visconti ma, a loro dire, si sarebbero dovuti prima confrontare con gli organi del partito. Per questa ragione Schiano si è affrettato a diramare un comunicato stampa con il quale ha messo i puntini sulle i. Il ragionamento è più o meno il seguente: Perrotta non ci dispiace, ma noi invieremo al sindaco una lista di nomi. Come dire: decide il partito e non solo voi.
Per spiegare bene il tutto, bisogna tuttavia fare un’analisi ad ampio raggio, partendo proprio da Visconti. Il sindaco non è riuscito a far tesserare alcuni suoi fedelissimi, di conseguenza quando si voterà per l’elezione del nuovo segretario cittadino non avrà la maggioranza per far eleggere il suo “favorito”, la cui identità, al momento, è ancora celata.
Per questo Visconti punta a fare bingo il prossimo 3 marzo, quando si voterà per il segretario nazionale. In quell’occasione potranno votare anche i non tesserati, in pratica anche i consiglieri della sua civica che pochi giorni fa non ebbero il via libera al tesseramento nella sede dei democratici.
Il primo cittadino, desideroso di ben figurare, porterà a votare un gran numero di persone, con l’obiettivo – nemmeno tanto celato – di accreditarsi a Napoli. Subito dopo, però, si voterà per il segretario cittadino e i numeri, come detto, non sono a suo favore.
Anche sull’assessorato Visconti ha le sue idee e sta lavorando ai fianchi, con il contributo dei suoi pretoriani (D’Alterio, Marzi e altri), per far sì che il partito opti per un nome diverso da quello di Perrotta. Con l’ingresso del consigliere, infatti, entrerebbe in assise la prima dei non eletti Accongiagioco e scalerebbe di una posizione anche Susy Santopaolo, ritenuta molto vicino al trio Morra-Simioli-Di Luccio.
E’ un gioco di tattica e strategia, insomma, con i consiglieri che giocano la loro partita, il sindaco la sua e qualche tesserato e qualche coordinatore ancora un’altra partita. Ognuno ha un’idea, qualcuno si è già assunto qualche impegno, altri stanno un po’ di qua e un po’ di là.
Il Pd cittadino non è uscito benissimo dopo la prima fumata bianca relativa alla giunta: un assessorato, quello di Amore, con deleghe alquanto “leggere”. Qualcuno obietterà che il Pd ha portato a casa anche la presidenza del consiglio, ma questa è ancora un’altra partita di cui ci occuperemo in un altro momento.
























