Sull’eremo di Santa Maria di Pietraspaccata la confusione continua a regnare sovrana e il Comune – nonostante avesse annunciato un’ingiunzione alla Curia di Pozzuoli o quanto meno degli atti formali – continua a muoversi con estrema cautela. I commissari hanno convocato i tecnici della Curia, ma nulla è stato messo nero su bianco e ancora una volta si procede con le semplici richieste informali che lasciano il tempo che trovano.
I fatti. Il Ministero dei beni culturali, anno 1992, sostiene – dopo attente verifiche – che la proprietà dell’eremo è riconducibile alla Curia di Pozzuoli. Lo dice il Ministro Ronchei, ma non se ne tiene conto.
Negli anni Novanta, a più riprese, i vescovi di Pozzuoli celebrano messe a Pietraspaccata e sostengono che il bene è di proprietà della Curia. Nel 2013, inoltre, la stessa Curia (che ora si defila) diede il via libera ai lavori per la messa in sicurezza (parziale) della struttura.
In diverse pubblicazioni, alcune redatte dallo storico della Diocesi della Curia di Pozzuoli, Fabio Cutolo, è scritto nel 1883 “la sotto prefettura di Pozzuoli ordina al sindaco di Marano di restituire le campane e gli arredi sacri illegittimamente sequestrate in quella cappella (Pietraspaccata) al vescovo di Pozzuoli”.
E ancora, sempre Cutolo afferma che nel 1883 il vescovo di Pozzuoli prende possesso di tutte le chiese di Quarto e diverse chiese rurali, tra cui Pietraspaccata.
Tali attestazioni, più volte diffuse dal professor Carlo Palermo, abbinate alle visure ipocatastali da più soggetti verificati, avallano la teoria che il complesso eremitico sito in via Pietra Spaccata (foglio catastale 31-particella A e 11) è inequivocabilmente della Curia di Pozzuoli.
E’ molto probabile che si confonda la cappella padronale esistente nella masseria di Foragnano, di proprietà della famiglia Pagliano, che da qualche tempo ne rivendica la proprietà attraverso un testamento olografo, denominata Santa Maria di Pietraspaccata, con la chiesa di via Pietraspaccata, denominata natività di Maria, distante dalla suddetta chiesetta circa 300 metri.
La verità? Nessuno vuole prendersi la responsabilità di agire e di spendere soldi.

























