Berlusconi, Salvini e Meloni in sorridente posa ad Arcore, la soddisfazione per la «piattaforma programmatica», l’annuncio del cosiddetto “quarto polo” (il cartello di Fitto, Cesa, Mastella e Saverio Romano). Il patto in soldoni: il 40 per cento delle liste a Fi, il 40 a Salvini, il 10 a Fratelli d’Italia, l’altro 10 alla quarta gamba. Eppure, visto dal “laboratorio” rivelatore della Campania, nella coalizione “nuova” di zecca, vincono ancora antiche dinamiche e impresentabili personaggi.
Dietrofont Cesaro: niente ritiro
Ora, in Forza Italia, si è arrivati al paradosso – confermano fonti romane del partito – che «non sappiamo più se si candiderà il padre, Luigi, o il figlio, Armando, consigliere regionale». Tutti e due, osa qualcuno; Camera e Senato, ma forse neanche il paese di Bengodi può consentire tanto. Sebbene alcune agenzie, giorni fa, lo abbiano pronosticato. Luigi Cesaro, 66enne deputato uscente, per l’aneddotica nazionale e perfino “crozziana” noto anche come Giggino ’a polpetta, è tuttora indagato con l’accusa di minaccia aggravata dalla finalità mafiosa dalla Procura di Napoli, per la vicenda del Pip di Marano. Non solo: due dei suoi potenti fratelli imprenditori sono in carcere da otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Anche per i giudici del Riesame esiste un vero e proprio «metodo Cesaro». L’accusa, per il parlamentare: avrebbe fatto avvicinare una funzionaria di quel comune, che si era sentita intimidita dopo aver scoperto irregolarità negli affari sporchi del Pip, non a caso pesantemente insultata in alcune intercettazioni. Cesaro aveva pubblicamente affermato che non si sarebbe più ricandidato in Parlamento. Ma era tre anni fa. Prima della “resurrezione” di Berlusconi. Una vita fa.
Le accuse archiviate
Erano i tempi cupi dell’offensiva della magistratura, c’erano i pentiti di camorra ad accusare Cesaro jr di patti scellerati con i clan. Soprattutto pendeva una richiesta di arresto e si pensava che la stella di Berlusconi fosse in declino. Poi, le cose andarono diversamente. A quella misura di custodia cautelare, che il Gip di Napoli aveva impiegato il tempo record di quasi tre anni per valutare e decidere, seguì l’annullamento del Riesame, poi l’annullamento della Cassazione, infine l’archiviazione per Cesaro richiesta dalla stessa Procura. Ora, tutto è cambiato.
Nespoli, il ritorno
Altri ritorni di big, seppur dietro le quinte. Vincenzo Nespoli, ex senatore condannato per bancarotta fraudolenta, sospettato di riciclaggio e legami pericolosi, è l’uomo che sta “collaborando” alla formazione delle liste della Lega, complice il suo vecchio legame politico con Pina Castiello, volto napoletano di Salvini , appena dietro Gianluca Cantalamessa, il coordinatore regionale del movimento.



























