Giuliano Pisapia annuncia la resa. «Ci abbiamo provato, ma non ci sono le condizioni per andare avanti sulla via dell’unità del centrosinistra – è stata l’amara conclusione dell’ex sindaco riunito a Roma con i suoi parlamentari – Adesso ognuno farà le sue scelte in ordine sparso». Qualcuno si lascerà attrarre dalle sirene di Renzi e altri, in particolare gli ex Sel, starebbero già valutando l’adesione a Liberi e uguali di Pietro Grasso. L’amarezza dentro Campo progressista è tanta. E il movimento è spaccato. Il deputato Ragosta apostrofa gli ex Sel come «traditori» e «legati alla poltroncina, senza un voto e che hanno lavorato in questi giorni per affossare il progetto di Campo progressista». Di certo c’è che l’ex sindaco non si candiderà (esattamente come nelle stesse ore ha annunciato di fare Angelino Alfano, ndr) ed è pronto a troncare la sua carriera politica.
Lo Ius soli
Il motivo del passo indietro è nella scelta di calendarizzare lo Ius soli al termine di tutti i lavori del Senato, fatto che ha reso «impossibile» il confronto con il Pd. «Ci abbiamo provato – spiega Pisapia – . Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti».

























