Con quattro ordinanze di arresti domiciliari e 16 indagati arriva la svolta nell’inchiesta della procura di Napoli sui rapporti fra il gruppo Romeo e le pubbliche amministrazioni.
Ai domiciliari per otto ipotesi di corruzione va l’imprenditore Alfredo Romeo, attualmente imputato a Roma nel caso Consip. Arresti domiciliari per corruzione e abuso d’ufficio per il manager dell’ospedale Cardarelli Ciro Verdoliva. Arresti domiciliari anche per il dirigente della Romeo Ivan Russo e il dirigente comunale in pensione Giovanni Annunziata.
Per ordine del giudice Mario Morra è stato disposto il divieto per sei mesi di esercitare uffici direttivi di aziende per altri due manager Enrico Trombetta e Raffaele Scala. La misura interdittiva per un anno è stata emessa nei confronti della funzionaria della Soprintendenza Rossella Pesoli.
La sospensione per sei mesi è stata applicata per il dirigente del ministero della Giustizia Emanuele Caldarera e altri quattro indagati, Stefano De Angelis, Gennaro De Simone, Leandro De Felice e Achille Tatangelo.
Con l’ipotesi di violazione del segreto d’ufficio sono stati sospesi per quattro mesi due sottufficiali della Guardia di Finanza, Biagio Castiello e Gennaro Silvestro.
Per altri due indagati, Sergio Di Stasio e la vigilessa Carmen Monopoli, il giudice deciderà dopo l’interrogatorio sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura. Le indagini sono condotte dai carabinieri del comando provinciale e coordinate dai Pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Francesco Raffaele con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice e il procuratore capo Giovanni Melillo.
Il giudice Morra ha escluso la sussistenza dell’ipotesi di associazione per delinquere ipotizzata dalla procura.
Verdoliva poche ore prima della notizia degli arresti domiciliari aveva istituito, a causa dei troppi afflussi di pazienti al Cardarelli e in vista del picco influenzale, un’unità di crisi in ospedale.
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