Dopo i 40 anni il metabolismo rallenta e gli ormoni cambiano. Ecco perché uno dei primi passi da fare è quello di rivedere l’alimentazione, privilegiando cibi che magari fino a quel momento si erano evitati, perché poco graditi, difficili da reperire o, paradossalmente, troppo modaioli come nel caso dell’avocado. «Il fatto che questo alimento sia trendy non significa che non debba essere mangiato – spiega la nutrizionista Felicia Stoler, autrice del volume Living Skinny In Fat Genes, al sito Prevention – perché i grassi buoni di cui è naturalmente provvisto sono il modo migliore per regolare l’appetito, che a 40 anni può facilmente andare fuori controllo».
Quando si tratta di fare il pieno di nutrienti salutari, il cavolo ha davvero pochi avversari. E in tal senso uno dei più utili all’organismo è senz’altro l’acido alfa lipoico (o ALA), un potente antiossidante che aiuta a trasformare il glucosio in energia e a tenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Non a caso, una ricerca dell’Università del Maryland ha scoperto che questa sostanza riduce il rischio di diabete, ictus, glaucoma e altre patologie.
A differenza dei normali cereali integrali, quelli germogliati hanno un contenuto proteico leggermente superiore, circa il 40% di grassi in meno e un indice glicemico più basso. Non bastasse, sono anche una delle poche fonti alimentari di tocotrienoli, una particolare forma di vitamina E, che si è scoperto essere in grado di ridurre i rischi di malattie cerebrali degenerative come l’Alzheimer.
Come sottolinea ancora la Stoler, «i problemi digestivi e intestinali sono abbastanza frequenti durante la mezz’età, soprattutto nelle donne, e questo a causa di un’alimentazione povera di fibre». Ecco perché i lamponi sono un’ottima variante alla solita frutta: secondo i dati dall’USDA, ne basta infatti una sola tazza per apportare all’organismo ben 8 grammi di fibre.




























