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Un nuovo scandalo scuote la sanità campana. Stavolta è l’ospedale Pascale, centro di rilievo nazionale per la cura dei tumori, a finire nel mirino dei magistrati napoletani che, nello specifico, accusano un noto chirurgo epatico, il dottor Francesco Izzo, di aver favorito l’azienda della moglie, che si interessa di forniture di dispositivi medici specialistici per la chirurgia di competenza del medico. Il professionista dichiarava l’infungibilità (insostituibilità) dei dispositivi di cui l’azienda della moglie era concessionaria in esclusiva per la vendita, inoltre i prezzi erano sproporzionati (molto più alti) rispetto alle altre Asl o Ao che acquisivano gli stessi prodotti, ma da altri concessionari. A finire nel mirino della Procura di Napoli anche qualche amministrativo, che all’epoca dei fatti avrebbe dovuto vigilare sui prezzi ma che non l’avrebbe fatto.


























