Iva e Ires non dichiarati e non versati per circa settecentomila euro. È stata la scoperta nel corso di accurate indagini svolte dal gruppo della guardia di finanza di Pozzuoli nei confronti di una società dell’area flegrea che opera nel settore della commercializzazione di materiali di costruzione. Una semplice verifica delle fiamme gialle che ha condotto alla scoperta di una vera e propria evasione fiscale. Un lavoro che i baschi verdi hanno messo a punto in più di un mese e che ha visto l’impiego di oltre una decina di finanzieri della caserma di Arco Felice. «Abbiamo dapprima effettuato una verifica dalla quale sono emerse le prime anomalie e quindi, successivamente abbiamo iniziato la fase delle indagini – spiega Michelangelo Tolino, maggiore e comandante del gruppo dei finanzieri di Pozzuoli – Quindi, si è proceduto a riscontrare la documentazione contabile in possesso della società dalla quale si è scoperto che non presentavano le dichiarazioni fiscali.
Da questo punto sono iniziate le nostre indagini». Un lavoro certosino dei baschi verdi durato più di trenta giorni in cui è emerso che l’azienda era amministrata formalmente da un prestanome. «È stata una vera e propria ricostruzione che ci ha portati prima a individuare i clienti e i fornitori con i quali la società intratteneva i propri rapporti commerciali – continua il maggiore – Poi, abbiamo ascoltato entrambi singolarmente ed è emerso che sia chi aveva un rapporto di vendita che quelli che invece, acquistavano merce dall’azienda non conoscevamo il prestanome come risultava dalla visura della camera di commercio e dai libri contabili. Ma solo il reale amministratore che abbiamo successivamente individuato». La guardia di finanza ha poi emesso nei confronti di entrambe le persone una denuncia alla procura della repubblica di Napoli, secondo l’articolo 5 del decreto legislativo 74 del 2000, per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. La procura ha infine disposto nel corso delle indagini il sequestro dei beni per un importo pari a quello dell’evasione fiscale. Un atto che le fiamme gialle hanno proceduto ad eseguire nelle successive settimane. I finanzieri hanno così pignorato la somma di circa settecentomila euro che è stata poi, rinvenuta su alcuni conti correnti intestati al reale amministratore di fatto della società.
Il Mattino
























